Alnus incana

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Macerato glicerico di gemme fresche di Alnus incana (Ontano bianco): il gemmoderivato che la tradizione erboristica associa all’apparato genitale femminile. In erboristeria lo consigliamo in presenza di fibroma uterino, mastopatia fibrocistica con noduli e cisti al seno, tensione mammaria prima del ciclo e cicli abbondanti.

Un secondo ambito d’uso riguarda la menopausa: secchezza vaginale e apparato scheletrico, spesso in associazione con Vaccinium vitis idaea.

Lo produciamo con le gemme fresche raccolte nel periodo balsamico macerato a lungo in glicerina vegetale, alcol di alta qualità e acqua di montagna. 

50 ml — flacone in vetro con pipetta contagocce.

 

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Feedaty
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23/03/2025
Ho un fibroma uterino che mi provoca fastidi. Siccome con gli altri prodotti mi sono trovata bene,ho voluto provare anche questo
Acquirente verificato
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09/10/2024
ottimo prodotto per la donna in combinazione con Vaccinium vitis idaea:
Acquirente verificato
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05/11/2022
L'ho preso per mia moglie, si sta trovando bene, lo prende insieme al Vaccinium vitis idaea. Prodotto di qualità, forse poco noto, fossi in voi cercherei di farlo conoscere di più alle donne.
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Cos’è il macerato glicerico di Alnus incana

Il macerato glicerico di Alnus incana (Ontano bianco) è un gemmoderivato: le gemme fresche vengono raccolte nel periodo balsamico e macerate a freddo in una miscela di glicerina vegetale, alcol e acqua, che estrae il fitocomplesso del tessuto meristematico.

  • Principali utilizzi erboristici: apparato genitale femminile (utero e seno), mucose genitali, apparato scheletrico.
  • Parte usata e origine: gemme fresche di Alnus incana (L.) Moench, raccolte in primavera.
  • Cosa contiene: polifenoli delle gemme, acidi caffeoilchinici e clorogenico, glicosidi di quercetina e kempferolo.1
  • Modo d’uso: 50 gocce due volte al giorno in poca acqua, oppure 100 gocce diluite in mezzo litro d’acqua da bere durante la giornata.
  • Formato: flacone in vetro da 50 ml con pipetta contagocce.

A cosa serve il gemmoderivato di Ontano bianco

L’Ontano bianco è il gemmoderivato che la gemmoterapia clinica assegna all’apparato genitale femminile.

In erboristeria lo consigliamo alle donne che si rivolgono a noi per:

  • Benessere dell’utero, senso di peso e pressione in basso
  • Comfort del seno, tensione e dolorabilità mammaria prima del ciclo
  • Regolarità del ciclo, flussi lunghi e abbondanti
  • Mucose in menopausa
  • Apparato scheletrico, nella fase che segue l’ultimo ciclo

Da dove viene l’indicazione

L’organotropismo attribuito all’Ontano bianco, cioè il tessuto d’elezione su cui la gemmoterapia lo colloca, è quello dei genitali femminili (utero e mammella), delle mucose genitali e dell’apparato scheletrico.2

Il concetto alla base di questa indicazione è la sclerosi d’organo, cioè il progressivo irrigidimento di un tessuto colpito da un’infiammazione cronica, accompagnato dall’accumulo di matrice fibrosa. L’Ontano bianco è indicato per i tessuti che tendono a sviluppare questo tipo di alterazione. Il fibroma uterino, costituito da un eccesso di muscolatura liscia e matrice extracellulare, è l’esempio più citato. Alla stessa logica viene ricondotta anche la rimineralizzazione dell’osso spugnoso, altro tessuto considerato bersaglio della sua azione.2

L’Ontano bianco, poi, non si usa quasi mai da solo. La letteratura gemmoterapica ne riporta l’associazione con il Rubus idaeus e con il Rubus fruticosus,3 e per il fibroma uterino con Ribes nigrum e Sequoia gigantea. Frequente anche l’abbinamento con il Vaccinium vitis idaea, a cui gli stessi testi assegnano un ruolo di fondo sul fibroma e nella donna in menopausa, per l’azione anti-ialinosica che gli viene attribuita.

🔬 Cosa dice la ricerca scientifica

  • Cosa contiene davvero un macerato di gemme. Un’analisi HPLC-UV-MS² su cinque macerati glicerici in commercio ha identificato nel macerato di gemme di ontano acidi caffeoilchinici e clorogenico e glicosidi di quercetina e kempferolo, con un contenuto in flavonoidi di 470 mg equivalenti di rutina per litro, il secondo più alto dei cinque esaminati. I diarileptanoidi tipici della corteccia non compaiono nel macerato di gemme: il profilo del gemmoderivato è flavonoidico e fenolico.1
  • Attività antiossidante. Misurata direttamente su estratti di Alnus incana, in confronto con A. glutinosa e A. viridis, insieme al contenuto in fenoli e flavonoidi totali.4 Nella corteccia della stessa specie la molecola che sostiene questa attività è l’oregonina, descritta in letteratura per proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.5
  • Attività antinfiammatoria sui fibroblasti. Su fibroblasti umani, cioè le cellule che producono la matrice del tessuto connettivo, estratti di Alnus hanno ridotto l’espressione delle citochine infiammatorie indotte da lipopolisaccaride, TNF-α e IFN-γ: i mediatori che mantengono acceso il processo infiammatorio nel tessuto (studio in vitro).6
  • Attività sulla proliferazione delle cellule mammarie. Un estratto di Alnus ha ridotto la vitalità delle cellule mammarie MCF-7 attivando le vie di segnale JNK e p38 (studio in vitro).7
  • Attività sul riassorbimento osseo. L’irsutenone, diarileptanoide del genere Alnus, inibisce l’osteoclastogenesi, cioè la formazione delle cellule che demoliscono l’osso, sopprimendo la via NF-κB attraverso la degradazione di TRAF6 (modello cellulare).8

La ricerca sul genere Alnus si è concentrata finora su corteccia e foglie; sulle gemme esistono studi di composizione. L’impiego ginecologico dell’Ontano bianco appartiene alla gemmoterapia, non a sperimentazioni cliniche.

La pianta: Alnus incana (L.) Moench

Gemme e amenti di Alnus incana, l'Ontano bianco usato in gemmoterapia per l'apparato genitale femminile
Incana significa “canuto”, per la peluria chiara che riveste rami giovani e pagina inferiore delle foglie. In Italia cresce sulle Alpi e sull’Appennino settentrionale ed è una pianta colonizzatrice: attecchisce su suoli poveri, ghiaioni e greti di torrente, e li arricchisce, perché ospita nelle radici batteri simbionti capaci di fissare l’azoto atmosferico. È la stessa logica che la gemmoterapia gli attribuisce sul piano umano, una pianta che lavora sui terreni difficili. Appartiene alle Betulaceae, la famiglia della betulla, del carpino e del nocciolo.

Fibromi uterini: cosa sono, e dove si colloca l’Ontano bianco

I fibromi uterini (o miomi, o leiomiomi) sono formazioni benigne del muscolo liscio dell’utero, ed è la neoplasia benigna più comune dell’apparato genitale femminile. Sono anche molto più frequenti di quanto si pensi: uno studio ecografico di riferimento su una coorte di donne fra i 35 e i 50 anni ha rilevato leiomiomi nel 69-83% delle donne entro i 50 anni, e oltre la metà di loro non aveva alcun sintomo.9

Quando i sintomi ci sono, sono soprattutto tre: sanguinamento mestruale abbondante o prolungato, senso di pressione pelvica, il peso in basso che spinge su vescica e intestino con gonfiore addominale che non dipende dalla digestione, e dolore, lombare o alle cosce.

Sul piano biologico il fibroma è un tessuto ormono-dipendente: cresce sotto stimolo di estrogeni e progesterone, e ha una particolarità: produce estrogeni per conto proprio, perché sovraesprime l’aromatasi, l’enzima che converte gli androgeni in estrogeni direttamente dentro il nodulo.9 È il motivo per cui i fibromi tendono a regredire dopo la menopausa, ed è anche il motivo per cui l’Ontano bianco viene collocato su questo tema come questione di tessuto e di equilibrio ormonale, più che di massa da rimuovere.

L’Ontano bianco si colloca esattamente lì, in cicli di alcune settimane e in associazione con altri gemmoderivati. Non sostituisce il monitoraggio ecografico, che resta il modo con cui un fibroma si tiene sotto controllo.

Seno: noduli, cisti e tensione mammaria

La mastopatia fibrocistica è una condizione benigna della mammella caratterizzata da noduli e cisti di dimensioni variabili, che si modificano lungo il ciclo: sotto stimolo ormonale le cisti possono distendersi e diventare dolenti, tipicamente nella settimana che precede le mestruazioni. È lo stesso meccanismo che spiega la mastodinia, il seno teso e sensibile che molte donne conoscono bene e che compare e sparisce con regolarità.

Nella gemmoterapia clinica l’Ontano bianco è indicato proprio su questo quadro, insieme alla galattorrea, e viene usato in modo continuativo per più cicli, non al bisogno.

Menopausa: mucose e ossa

Con la diminuzione degli estrogeni, la mucosa vaginale si assottiglia e perde elasticità e lubrificazione, favorendo la comparsa della secchezza vaginale. Quando questa condizione diventa persistente, si parla di atrofia vulvo-vaginale. Lo stesso calo ormonale interessa anche l’osso: gli estrogeni, infatti, limitano l’attività degli osteoclasti, le cellule responsabili del riassorbimento osseo. Quando vengono meno, questo controllo si riduce e la perdita di massa ossea tende ad aumentare.

La gemmoterapia assegna all’Ontano bianco entrambi i temi, le mucose genitali e la rimineralizzazione dell’osso spugnoso, e per la menopausa lo affianca al Vaccinium vitis idaea.

In sintesi

Indicazioni attribuite all’Ontano bianco dalla letteratura gemmoterapica, e azioni studiate dalla ricerca sul genere Alnus.
Area Indicazione in gemmoterapia Azione studiata dalla ricerca
Utero fibroma e mioma uterino, cicli abbondanti, dismenorrea
Seno mastopatia fibrocistica e fibroadenosica, mastodinia, galattorrea Attività sulla proliferazione delle cellule mammarie in vitro7
Mucose genitali secchezza e atrofia in menopausa
Osso rimineralizzazione dell’osso spugnoso, osteoporosi Inibizione dell’osteoclastogenesi in vitro8
Tessuti in sclerosi Il concetto su cui poggia l’indicazione di questa gemma Attività antinfiammatoria sui fibroblasti in vitro6

Sinergie fitoterapiche

Il gemmoderivato di Ontano bianco è stato usato storicamente in associazione ad altri gemmoderivati, e si può affiancare a integratori che ne sostengono l’azione. Per i casi più frequenti, consigliamo la lettura delle schede collegate:

Ontano bianco gemmoderivato

Modo d’uso

50 gocce due volte al giorno in poca acqua o tisana. In alternativa, 100 gocce diluite in una bottiglia da 500 ml d’acqua, da bere a piccoli sorsi nel corso della giornata.

L’Ontano bianco si usa a cicli: periodi di alcune settimane, ripetuti nel tempo, più che assunzione al bisogno.

Ingredienti

Macerato idroalcolico glicerinato (stabilizzante: glicerina, alcol etilico, acqua, gemme 2%) di Alnus incana (L.) Moench (Ontano bianco), gemme.

Tenore medio degli ingredienti caratterizzanti per la dose massima giornaliera di 100 gocce: 2,6 g di macerato idroalcolico glicerinato di Alnus incana.

Formato

Flacone in vetro da 50 ml con pipetta contagocce.

Avvertenze

Non assumere in gravidanza e durante l’allattamento. Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni. Conservare in luogo fresco e asciutto, al riparo dalla luce. Contiene alcol.

Alnus incana appartiene alle Betulaceae. Chi è allergico ai pollini del gruppo della betulla, cioè betulla, ontano, nocciolo e carpino, presenta un’estesa cross-reattività IgE fra gli allergeni maggiori di queste specie:10 in questi casi conviene iniziare con poche gocce e valutare la tolleranza prima di passare alla dose piena.

Rivolgiti al medico prima dell’uso se sei in terapia ormonale, se hai avuto una diagnosi oncologica ginecologica o mammaria, e in presenza di segnali che vanno sempre valutati: sanguinamento fuori ciclo, mestruazioni emorragiche, un nodulo al seno nuovo o che cambia forma, perdite dal capezzolo, dolore pelvico intenso e improvviso.

Domande frequenti

Nella gemmoterapia il macerato di gemme di Ontano bianco è il rimedio dell’apparato genitale femminile: viene consigliato in presenza di fibroma uterino, mastopatia fibrocistica, noduli e cisti al seno, tensione mammaria prima del ciclo, galattorrea e cicli abbondanti. Un secondo ambito d’uso riguarda le mucose genitali in menopausa e l’apparato scheletrico, con la rimineralizzazione dell’osso spugnoso.
50 gocce due volte al giorno, in poca acqua o tisana; in alternativa 100 gocce diluite in mezzo litro d’acqua da bere durante la giornata. L’Ontano bianco si usa a cicli di alcune settimane, ripetuti nel tempo: è un rimedio pensato per la continuità, non per l’uso occasionale.
In gemmoterapia l’Ontano bianco viene quasi sempre associato: la letteratura di riferimento riporta l’abbinamento con il Rubus idaeus e, per il fibroma, con Ribes nigrum e Sequoia. Al Vaccinium vitis idaea, negli stessi testi, viene assegnato un ruolo di fondo sul fibroma e nella donna in menopausa: è l’abbinamento che al banco ci viene chiesto più spesso, ed è coerente con la tradizione.
La mastodinia è una delle indicazioni classiche dell’Ontano bianco. La tensione mammaria ciclica dipende dalla stimolazione ormonale che accompagna la seconda metà del ciclo, e la gemmoterapia colloca questo rimedio proprio lì, con un uso continuativo per più cicli. Se il dolore è nuovo, unilaterale o accompagnato da un nodulo, va fatto valutare prima di iniziare qualsiasi cosa.
No. Il prodotto è controindicato in gravidanza e durante l’allattamento.
Sì. Il macerato glicerico si ottiene per estrazione in una miscela di glicerina vegetale, alcol e acqua. Se preferisci ridurne la percezione, diluisci le 100 gocce in mezzo litro d’acqua da bere nell’arco della giornata.
Sono due specie diverse dello stesso genere, e la gemmoterapia le tiene ben distinte: l’Ontano bianco (Alnus incana) ha organotropismo per l’apparato genitale femminile e per l’apparato scheletrico, mentre l’Ontano nero (Alnus glutinosa) ha una collocazione tradizionale diversa.
L’ontano appartiene allo stesso gruppo botanico della betulla e gli allergeni maggiori delle due piante sono ampiamente cross-reattivi. La cross-reattività documentata riguarda i pollini, non i macerati di gemme, ma la prudenza è ragionevole: inizia con poche gocce, verifica come reagisci e sali alla dose piena solo se non compare nulla.

Trasparenza e fonti

Revisione scientifica a cura di:

Dott. Roberto Cammarata, Laurea in Ingegneria Biomedica – erborista dal 2012, già informatore medico-scientifico nel settore erboristico, titolare e responsabile della ricerca e formulazione dei prodotti.

Dott.ssa Ilaria Facchinetti, Erborista dal 2013 – Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.

Principali fonti citate:

  1. Charpentier T. et al. A descriptive chemical composition of concentrated bud macerates through an optimized SPE-HPLC-UV-MS2 method. Plants 2022;11(2):144. mdpi.com.
  2. Piterà F. Compendio di gemmoterapia clinica (meristemoterapia). De Ferrari Editore, Genova. ISBN 9788871723167.
  3. Campanini E. Manuale pratico di gemmoterapia. Tecniche Nuove, Milano. tecnichenuove.com.
  4. Dahija S. et al. Total phenolic and flavonoid contents, antioxidant and antimicrobial activities of Alnus glutinosa, Alnus incana and Alnus viridis extracts. Natural Product Research 2014;28(24):2317-2320. doi.org.
  5. Šoltésová Prnová M. et al. Oregonin from Alnus incana bark affects DNA methyltransferases expression and mitochondrial DNA copies in mouse embryonic fibroblasts. J Enzyme Inhib Med Chem 2018;33(1):1148-1155. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
  6. Kim H. et al. Alnus sibirica extracts suppress the expression of inflammatory cytokines induced by lipopolysaccharides, TNF-α and IFN-γ in human dermal fibroblasts. Molecules 2019;24(16):2883. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
  7. Kim J. et al. Activation of JNK and p38 in MCF-7 cells and the in vitro anticancer activity of Alnus hirsuta extract. Molecules 2020;25(5):1073. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
  8. Jeong H. et al. Diarylheptanoid hirsutenone attenuates osteoclastogenesis by suppressing IFNγ and NF-κB signaling. Int J Mol Sci 2017;18(5):953. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
  9. Munro M.G. et al. The epidemiology and pathogenesis of uterine fibroids. Int J Gynecol Obstet 2025. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
  10. Biedermann T. et al. Birch pollen allergy in Europe. Allergy 2019;74(7):1237-1248. onlinelibrary.wiley.com.

Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Gli integratori alimentari non sono destinati a prevenire, trattare o curare malattie. In caso di gravidanza, allattamento, patologie o assunzione di farmaci, consulta il tuo medico prima dell’uso.

Peso 0,137 kg
Dimensioni 4,2 × 4,2 × 11 cm
Marca

Fitosofia

Formato

50 ML

*Le informazioni sul prodotto non sono da intendersi come prescrizioni o indicazioni terapeutiche. Consulta sempre il medico, specialmente in caso di assunzione di farmaci, terapie in corso, malessere o malattia.

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