Cos’è il macerato glicerico di Secale cereale
Il gemmoderivato di Segale è l’estratto idrogliceroalcolico delle giovani radici di Secale cereale L., raccolte quando la pianta è appena germinata.
- Principali utilizzi erboristici: fegato affaticato, transaminasi, periodo che segue un’epatite, fegato grasso, pelle che si desquama.
- Parte impiegata: radichette fresche, cioè il primo tessuto in accrescimento della piantina.
- Organotropismo nella tradizione gemmoterapica: fegato e pelle.
- Modo d’uso: 40 gocce in poca acqua, 3 volte al giorno prima dei pasti.
A cosa serve
La Segale è il gemmoderivato del fegato. La gemmoterapia le attribuisce un organotropismo epatico, cioè un’affinità elettiva per quest’organo, e la colloca fra i rimedi del terreno epatico; accanto al fegato i testi le riconoscono un secondo tropismo, cutaneo. Fegato e pelle sono i due poli intorno a cui ruotano tutte le sue indicazioni storiche.
Il fegato è l’organo da cui passa tutto ciò che viene assorbito dall’intestino, prima che raggiunga il resto del corpo, ed è un lavoro che l’organismo svolge di continuo: è la ragione per cui la tradizione erboristica gli dedica tanti rimedi di accompagnamento.
In erboristeria lo consigliamo per:
- fegato affaticato (la sensazione di pesantezza dopo i pasti abbondanti);
- transaminasi (gli enzimi epatici che si leggono nelle analisi del sangue);
- il periodo che segue un’epatite, quando i valori tornano lentamente al loro assetto;
- fegato grasso, il nome parlato della steatosi epatica;
- eccesso di bilirubina di origine familiare;
- pelle desquamata e placche cutanee, nel contesto della psoriasi e delle dermatosi psoriasiformi;
- accompagnamento dei percorsi di drenaggio epatico, insieme ad altri gemmoderivati.
- Organotropismo e proprietà. Campanini attribuisce a Secale cereale M.G. un’azione diretta sull’epatocita, con favorimento della restitutio ad integrum del parenchima e normalizzazione progressiva delle transaminasi 2.
- Indicazioni principali riportate. Epatite acuta e cronica; transaminasite in fase post-epatitica; morbo di Gilbert, cioè l’iperbilirubinemia familiare; psoriasi e dermatosi psoriasiformi 2.
- Insufficienza epatica, steatosi, cirrosi, postumi di ittero. Piterà estende l’impiego tradizionale del meristemoderivato a queste condizioni e ne descrive il tropismo come epatico, cutaneo e nervoso 3.
- Gli schemi di associazione. Per la psoriasi Campanini riporta lo schema Ribes nigrum al mattino, Cedrus libani a pranzo, Secale cereale a cena e Tilia tomentosa la sera, per cicli di due mesi su tre 2.
- L’origine del metodo. L’impiego dei tessuti meristematici al posto degli organi adulti risale a Pol Henry, medico belga che tra gli anni Cinquanta e Sessanta ne ha posto le basi e coniato l’impianto della fitoembrioterapia 5.
Sono indicazioni della letteratura gemmoterapica, riportate come tali. Gli schemi citati sono scritti per macerati alla 1DH: la nostra posologia è quella riportata in etichetta.
La materia prima: le radichette
La gemmoterapia sceglie i tessuti in accrescimento perché il loro profilo biochimico è diverso da quello della pianta adulta: la specializzazione che arriva con la crescita non si è ancora compiuta, e alcune classi di molecole sono presenti in quantità che poi calano.
Nella Segale questo è documentato con precisione. Le radici della piantina germinata sintetizzano i benzossazinoidi – DIBOA, DIMBOA e i loro glucosidi – e l’espressione dei geni che li producono raggiunge il massimo nelle prime trenta ore dopo la germinazione, per poi ridursi. Le forme metilate si accumulano nelle radici più che nei germogli.
- Le radici giovani sono un tessuto biosintetico attivo. Uno studio su Secale cereale ha misurato l’espressione dei geni ScBx durante la germinazione: picco a 24-30 ore, poi discesa, con accumulo di HMBOA-glucoside nelle radici 6.
- La radice produce da sé questi composti. Un lavoro successivo ha confermato che i geni della via biosintetica sono trascritti anche nelle radici delle plantule, e non soltanto nella parte aerea 7.
- Il quadro della gemmoterapia oggi. Una revisione del 2026 su Molecules descrive i macerati di gemme come fonte concentrata di polifenoli, fitormoni, amminoacidi e vitamine, con attività antiossidante e antinfiammatoria osservata soprattutto in vitro 8.
I benzossazinoidi sono la classe di molecole che la Segale concentra nei tessuti giovani, ed è il motivo per cui la gemmoterapia raccoglie la radichetta e non il chicco. Li riportiamo come dato di composizione della materia prima.
Il nostro macerato dichiara 1,6% di giovani radici. Le radici arrivano fresche, appena raccolte, e la macerazione prosegue per 90 giorni in una miscela di acqua di montagna, glicerina vegetale di classe 1 e alcol etilico.
Come si usa
- Dose: 40 gocce in poca acqua o tisana, 3 volte al giorno, prima dei pasti principali.
- In alternativa: 120 gocce in una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, da bere a piccoli sorsi nel corso della giornata. È il modo che preferiamo suggerire a chi sta fuori casa.
- Durata: la tradizione gemmoterapica lavora per cicli, di norma due mesi su tre.
- In associazione: quando si affiancano più gemmoderivati, l’uso classico li distribuisce nella giornata – uno prima di colazione, uno prima di pranzo, uno prima di cena – invece di sommarli nello stesso momento.
- Sapore: il macerato è dolce per via della glicerina; diluito in acqua resta gradevole anche a stomaco vuoto.
40 gocce, 3 volte al giorno, prima dei pasti. Flacone in vetro da 50 ml con pipetta contagocce.
Scheda tecnica
| Nome botanico | Secale cereale L. |
| Famiglia | Poaceae (Graminaceae) |
| Nome comune | Segale |
| Parte impiegata | Giovani radici (radichette) |
| Forma | Macerato glicerico, estrazione a freddo |
| Tempo di macerazione | 90 giorni |
| Titolo dichiarato | 1,6% di giovani radici |
| Organotropismo nella tradizione | Fegato, pelle |
| Formato | Flacone in vetro da 50 ml con contagocce |
Ingredienti
Macerato glicerico di Secale cereale (Segale). Stabilizzante: glicerina, alcol etilico, acqua, giovani radici 1,6%.
Tenore medio degli ingredienti caratterizzanti per dose massima giornaliera pari a 120 gocce, corrispondente a 3,1 g di macerato glicerico di Secale cereale.
Associazioni consigliate
Il macerato glicerico di Secale cereale è stato utilizzato storicamente in associazione ad altri gemmoderivati. Per i seguenti casi specifici si invita il lettore a leggere anche le pagine dei prodotti qui sotto.
Pelle e desquamazione: Ribes nigrum + Cedrus libani + Tilia tomentosa
Trofismo del tessuto epatico: Corylus avellana
A scopo benefico, è possibile associare il macerato glicerico di Secale cereale con integratori che possono sostenerne e facilitarne l’azione. Per i seguenti casi specifici, consigliamo la lettura delle pagine relative ai prodotti collegati:
Drenaggio epatico e transaminasi: depurativo epatico Detox
È l’abbinamento che consigliamo più spesso al banco insieme alla Segale: il gemmoderivato lavora sul terreno epatico secondo la tradizione, il Detox porta le piante amare del drenaggio. Si assumono nella stessa giornata, la Segale prima dei pasti e il Detox secondo le indicazioni della sua scheda.
Funzione epatica: tintura madre di Cardo mariano, Corylus avellana
Antiossidante: vitamina C naturale, AgingOX
Domande frequenti
Trasparenza e fonti
Revisione scientifica a cura di:
Dott. Roberto Cammarata, Laurea in Ingegneria Biomedica – erborista dal 2012, già informatore medico-scientifico nel settore erboristico, titolare e responsabile della ricerca e formulazione dei prodotti.
Dott.ssa Ilaria Facchinetti, Erborista dal 2013 – Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.
Principali fonti citate:
- Ministero della Salute, Allegato 1 al DM 10 agosto 2018 e successivi aggiornamenti – Secale cereale L., Poaceae; parti tradizionalmente impiegate: fructus, embrio, radiculae.
- Campanini E., Manuale pratico di gemmoterapia, Tecniche Nuove, Milano, II ed. – scheda Secale cereale M.G. e schemi di associazione. tecnichenuove.com.
- Piterà F., Compendio di gemmoterapia clinica. Meristemoterapia, De Ferrari, Genova. ibs.it.
- Henry P., Bases biologiques de la Gemmothérapie. Gemmothérapie. Phytoembryothérapie, Éd. Saint-Norbert, Tongerlo, 1959.
- Donno D. et al., Bud Extracts as New Phytochemical Source for Herbal Preparations, IntechOpen, 2015. intechopen.com.
- Tanwir F. et al., Biosynthesis and chemical transformation of benzoxazinoids in rye during seed germination, Phytochemistry 2017;140:95-107. PMID 28472715. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- The Roots of Rye (Secale cereale L.) Are Capable of Synthesizing Benzoxazinoids, PMC8124178. ncbi.nlm.nih.gov.
- Bioactive Compounds and Therapeutic Potential of Plant Buds: Current Evidence and Future Perspectives of Gemmotherapy, Molecules 2026. PMID 42197114. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Ristic-Medic D. et al., Whole-grain consumption and its effects on hepatic steatosis and liver enzymes in patients with non-alcoholic fatty liver disease: a randomised controlled clinical trial, Br J Nutr 2020;123(3):325-334. cambridge.org.
Le indicazioni riportate su questa pagina appartengono alla letteratura gemmoterapica e sono attribuite ai testi citati. Le informazioni hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Gli integratori alimentari non sono destinati a prevenire, trattare o curare malattie. In caso di gravidanza, allattamento, patologie o assunzione di farmaci, consulta il tuo medico prima dell’uso.

