Le proprietà dell’olio essenziale di Rosa damascena vengono soprattutto dal citronellolo e dal geraniolo, le molecole della nota di rosa. In aromaterapia è l’olio della pelle matura e dei momenti difficili; gli studi sulle persone, ancora piccoli, l’hanno provato respirato o massaggiato. Il nostro olio essenziale di Rosa damascena è distillato in Bulgaria.
Della Rosa damascena non si usa solo l’olio essenziale:
- Boccioli di Rosa damascena, per l’infuso: in erboristeria si usano per il rilassamento e il tono dell’umore, e l’infuso freddo come tonico per la pelle.
Cos’è l’olio essenziale di Rosa damascena
La Rosa damascena (Rosa × damascena Mill.) è una rosa antica della famiglia delle Rosacee, coltivata da secoli per il profumo. Il nome viene da Damasco, in Siria.
L’olio si ottiene distillando a vapore i fiori appena raccolti. La resa è minima: per un chilo servono circa 3 tonnellate e mezzo di fiori, più di un milione di rose, ed è per questo che la rosa vera costa tanto.
Il profumo di rosa lo danno soprattutto il citronellolo e il geraniolo; il nerolo aggiunge freschezza, il farnesolo lo rende più floreale e pieno1. In piccole quantità ci sono anche l’eugenolo, il metileugenolo e i damasconi.
Fino a un quinto dell’olio sono paraffine, le cere dei fiori2. Sono loro a far rapprendere la rosa a temperatura ambiente e in frigorifero1: non è un difetto, e scaldando il flacone fra le mani torna liquida.
Olio essenziale e assoluta
Dalla stessa rosa si ricava anche l’assoluta, estratta con un solvente. In un’analisi di laboratorio l’assoluta era fatta per il 78% di alcol feniletilico, la molecola della nota di miele del fiore fresco. Nell’olio distillato, invece, citronellolo e geraniolo superavano il 55%3.
La differenza nasce dalla distillazione. L’alcol feniletilico si scioglie bene in acqua, e resta in gran parte nell’acqua di rose: per questo l’olio distillato profuma meno di fiore appena colto.
Rosa vera e rosa ricostruita
Con quello che costa, la rosa viene spesso allungata. In un’analisi di 19 oli di rosa del commercio, la maggior parte conteneva olio di palmarosa, un’erba molto più economica2.
Sull’etichetta, fra gli ingredienti, ci deve essere solo l’olio di Rosa damascena. Un flacone «puro al 100%» a pochi euro, con le tonnellate di fiori che servono, difficilmente lo è.
Le proprietà nella tradizione erboristica
La rosa è fra le piante più antiche usate dall’uomo: le tavolette d’argilla della Mesopotamia ne parlano già cinquemila anni fa. Gli Assiri ne ricavavano un’acqua profumata bollendo i petali1. Dioscoride, medico greco del I secolo, la considerava rinfrescante e astringente.
Il suo «olio di rose», però, non era un olio essenziale: erano petali lasciati a macerare in un olio vegetale, quello che oggi chiamiamo oleolito1. L’olio distillato è arrivato molti secoli dopo.
Nella medicina tradizionale persiana la Rosa damascena si chiama «fiore di Maometto». Si usava per i dolori dell’addome e del petto, per rafforzare il cuore, per le mestruazioni abbondanti e per la digestione4. Nell’Ayurveda i boccioli sono considerati astringenti e tonici per il cuore e per la mente1.
L’olio essenziale
All’olio essenziale la tradizione attribuisce proprietà analgesiche, antispasmodiche e antinfiammatorie, e lo considera un olio che concilia il sonno1. Per la tradizione erboristica è anche un ottimo antietà: protegge e decongestiona i piccoli capillari, e mantiene la pelle elastica e nutrita.
In aromaterapia è considerato un toccasana per l’anima. Si usa nei momenti di difficoltà e nelle crisi profonde, nei lutti e nelle separazioni affettive, per ritrovare fiducia e conforto.
La rosa è il fiore dell’amore: è l’olio delle ferite affettive antiche e delle delusioni di vecchia data ancora irrisolte. Simboleggia la purezza, la pietà e il perdono, e apre alla compassione.
Il massaggio sull’addome con olio di rosa diluito si consiglia in gravidanza, per favorire il rapporto tra madre e figlio e per armonizzare l’andamento della gravidanza.
Dal naso il segnale arriva subito alle aree del cervello legate alle emozioni e alla memoria: per questo un profumo riporta alla mente un ricordo in un attimo. È su questa strada che lavora l’aromaterapia.
Petali, acqua di rose e oleolito
Della rosa la tradizione usa anche i petali. In infuso, le autorità sanitarie europee ne riconoscono l’uso tradizionale per le lievi infiammazioni della bocca e della gola e per le piccole infiammazioni della pelle1.

L’acqua di rose esce dalla distillazione insieme all’olio: è delicata, trattiene una piccola parte del profumo e si usa pura, come tonico. L’oleolito, invece, si prepara in casa con i petali secchi, come l’olio di rose degli antichi.
Come si usa
La rosa si usa a gocce, sempre diluita: è intensa, e ne basta poca.
Sul viso e sulla pelle
Lo strato più esterno della pelle è fatto di cellule appiattite tenute insieme da grassi, come mattoni e malta. Le molecole degli oli essenziali, piccole e solubili nei grassi, in parte ci passano: per questo la rosa si scioglie sempre in un olio vegetale.
Per il viso basta 1 goccia in un cucchiaio di olio di rosa mosqueta o di olio di jojoba. La sera, dopo aver passato sul viso un dischetto con l’acqua di rose, stendi l’olio sulla pelle ancora un po’ umida: scorre meglio e ne basta meno.
Nella nostra ricetta per un siero viso alla rosa:
- Prendi un flaconcino di vetro scuro da 30 ml, con contagocce.
- Versa 20 ml di olio di rosa mosqueta e 10 ml di olio di jojoba.
- Aggiungi 3 gocce di olio essenziale di rosa e 2 di incenso, chiudi e capovolgi il flaconcino un paio di volte.
- Usane 3-4 gocce la sera, picchiettandole sul viso con i polpastrelli.
Per una crema, sciogli 5 gocce in un vasetto da 50 ml di crema senza profumo e mescola a lungo con una spatolina pulita.
Nel diffusore
Bastano 2-3 gocce nell’acqua del diffusore. La rosa è una nota di cuore: evapora piano e resta nell’aria a lungo.
Se dopo mezz’ora il profumo ti sembra sparito, non aggiungere gocce: è il naso che si è abituato. Esci dalla stanza per qualche minuto e, quando rientri, lo sentirai di nuovo.
Nella nostra miscela per il diffusore metti 1 goccia di olio essenziale di rosa, 2 di geranio e 2 di bergamotto. Il geranio allunga la nota di rosa, il bergamotto la rinfresca.
Nel massaggio
Per il massaggio sciogli 10 gocce in 100 ml di olio di mandorle dolci: la mano scorre, e c’è il tempo di massaggiare prima che l’olio si assorba.
In gravidanza la dose è la stessa. Massaggia la pancia a mano aperta, con movimenti lenti e circolari: è un momento da prendersi con calma, magari la sera, anche con il partner.
Nella nostra ricetta per il massaggio della sera, in 100 ml di olio di mandorle dolci metti 5 gocce di olio essenziale di rosa e 5 di lavanda. Tienilo in una bottiglietta di vetro scuro, con la data sull’etichetta.
In cucina
In cucina la rosa profuma i dolci, alla dose di 1 goccia ogni 100 g di preparazione. L’olio non si scioglie in acqua: messo così com’è, resterebbe concentrato in qualche punto del dolce. Sciolto prima nello zucchero, nel miele o nella panna, invece, si distribuisce dappertutto.
Per una panna alla rosa da servire con le fragole:
- Versa 2 cucchiai di zucchero in una tazzina e aggiungi 2 gocce di olio essenziale di rosa.
- Mescola bene con un cucchiaino, finché lo zucchero non profuma tutto.
- Unisci lo zucchero a 200 ml di panna fresca ben fredda e montala.
- Servila subito, con le fragole o su una torta semplice.
Nelle bevande invece non usarla. Per legge, nelle bevande analcoliche il metileugenolo non può superare 1 mg per chilo, e una sola goccia di rosa in 100 ml può bastare a superarlo5.
Nel bagno
Sciogli 3-4 gocce in un cucchiaio di bagnoschiuma neutro o di olio vegetale, poi versale nella vasca già piena. L’acqua calda fa evaporare l’olio e il profumo arriva soprattutto col vapore: chiudi la porta del bagno.
Come profumo
In profumeria la rosa è una delle note più preziose, e diluita in un olio diventa un profumo da polso.
Per un profumo roll-on, nella nostra ricetta, metti in un flaconcino da 10 ml di olio di jojoba 1 goccia di olio essenziale di rosa. Per una nota più calda aggiungi 1 goccia di sandalo; agita prima di ogni uso e passalo su polsi e collo.
Cosa dice la ricerca scientifica
- Rilassamento. In 40 volontari sani l’olio di rosa è stato applicato sulla pelle, con una mascherina che impediva di sentirne il profumo. Rispetto al placebo ha abbassato il respiro, l’ossigenazione del sangue e la pressione massima, e i volontari si sono descritti più calmi, più rilassati e meno vigili6.
- Ansia e sonno. In uno studio senza cieco su 80 operatori di sala operatoria, un gruppo ha respirato 2 gocce di rosa a inizio turno. Poi ha dormito per 30 notti con 5 gocce su un fazzoletto accanto al cuscino, e rispetto a chi usava olio di paraffina ha avuto meno ansia e un sonno migliore7.
- Travaglio. In 110 donne al primo parto, l’aromaterapia con la rosa, ripetuta ogni 30 minuti durante il travaglio, ha ridotto il dolore e l’ansia rispetto a una soluzione salina8.
- Dolori mestruali. In 75 studentesse, l’automassaggio dell’addome con olio di rosa nel primo giorno del ciclo ha ridotto il dolore più del massaggio con olio di mandorle o del solo massaggio. La differenza si è vista solo dal secondo ciclo9. Una revisione di 7 studi, su 548 donne, non ha trovato un effetto significativo su dolore e ansia, mentre ha trovato meno mal di testa, stanchezza e gonfiore10.
- Sindrome premestruale. In 64 studentesse, uno studio in triplo cieco ha confrontato la rosa al 4% con l’olio di mandorle da solo. Erano usati in aromaterapia 5 minuti due volte al giorno, per 5 giorni prima del ciclo. Dopo due mesi i disturbi erano diminuiti nel gruppo della rosa, non in quello di controllo11.
- In laboratorio. L’olio di rosa ha frenato la crescita di batteri come Escherichia coli, Pseudomonas aeruginosa e Staphylococcus aureus3.
- Il quadro. Una revisione di 13 studi clinici, su 772 persone, ha trovato effetti rilassanti, analgesici e contro l’ansia, con la rosa respirata o applicata sulla pelle. Gli autori chiedono studi più grandi e meglio disegnati12.
Negli studi descritti qui la rosa era respirata o massaggiata diluita; sono quasi tutti studi piccoli, di poche decine di persone.
Abbinamenti
Per il profumo la rosa si accorda con gli altri fiori, con i legni e con gli agrumi. Il geranio, che contiene anch’esso citronellolo e geraniolo, ne allunga la nota; il gelsomino e il neroli la fanno più ricca.
Il sandalo e l’incenso le danno un fondo caldo, il bergamotto e il mandarino la rinfrescano.
Per la pelle si scioglie nella Rosa Mosqueta o nell’olio di jojoba per il viso, nell’olio di mandorle dolci per il corpo. Per il massaggio della sera si accorda con la lavanda.
Controindicazioni e sicurezza
Sulla pelle la rosa va sempre diluita: non più di 10 gocce in 100 ml di olio vegetale, cioè 1 goccia in un cucchiaio, lontano da occhi e mucose. Non va mai presa tal quale.
Metileugenolo. È uno dei componenti minori della rosa1, e negli animali, a dosi alte e ripetute, ha danneggiato il fegato ed è risultato cancerogeno13. Per questo la legge ne limita la quantità negli alimenti: nelle bevande analcoliche il limite è così basso che una sola goccia di rosa in 100 ml può bastare a superarlo5.
Allergie. Citronellolo, geraniolo, eugenolo, farnesolo e linalolo, che la rosa contiene, sono fra le sostanze dei profumi che danno allergia da contatto14. La prima volta prova l’olio diluito su una piccola zona dell’interno del braccio.
All’aria il linalolo e il geraniolo si ossidano, e ossidati danno allergia più facilmente14. Tieni il flacone ben chiuso, al buio e al fresco.
Gravidanza e bambini. In gravidanza non sono documentati rischi alle dosi d’uso. Per i bambini piccoli invece mancano dati sulla rosa: prima di usarla, chiedi al pediatra.
Se un bambino beve dal flacone, chiama subito un centro antiveleni. Tieni sempre l’olio lontano dalla sua portata.
Domande frequenti
Trasparenza e fonti
Revisione scientifica a cura di:
Dott. Roberto Cammarata, Laurea in Ingegneria Biomedica, erborista dal 2012, già informatore medico-scientifico nel settore erboristico, titolare e responsabile della ricerca e formulazione dei prodotti.
Dott.ssa Ilaria Facchinetti, Erborista dal 2013, Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.
Principali fonti citate:
- European Medicines Agency, Committee on Herbal Medicinal Products. Assessment report on Rosa gallica L., Rosa centifolia L., Rosa damascena Mill., flos. EMA/HMPC/137298/2013, 2014. ema.europa.eu.
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Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Gli studi citati riguardano le preparazioni indicate, non un prodotto in vendita.
Composizione e formati del nostro olio essenziale di Rosa damascena sono nella sua scheda prodotto.

