Le proprietà del timo vengono soprattutto dal timolo, la molecola calda e pungente che dà alla pianta il suo profumo. Nel suo olio essenziale ce n’è quasi la metà: per questo si usa a gocce, e sempre diluito.
La tradizione erboristica lo usa per le vie respiratorie, la digestione, la pelle e i capelli, e in cucina è un aroma. Il nostro olio essenziale di timo bianco viene dalla Spagna, distillato da foglie, rametti e fiori.
Il timo fa parte di molte nostre preparazioni erboristiche:
- Foglie di timo: le foglie essiccate, per tisane balsamiche e digestive e per i fumenti.
- Tintura madre di timo: l’estratto in gocce delle foglie fresche, per la fluidità delle secrezioni bronchiali e il benessere di naso e gola.
- Propoli analcolica: propoli senza alcol con estratti di foglie di timo, origano ed eucalipto, olio essenziale di pino mugo e vitamina C, per le vie respiratorie nei mesi freddi.
- Echinaby: gocce per bambini in succo di mela, con l’echinacea e altre cinque piante fra cui il timo, per le difese naturali.
- Eradol crema: una crema da massaggio per articolazioni e muscoli, con arnica, artiglio del diavolo e spirea; fra i suoi oli essenziali c’è il timo.
- Miscela per brodo vegetale: erbe e spezie per il brodo, senza sale, fra cui il timo.
Cos’è l’olio essenziale di timo
L’olio essenziale di timo si ottiene distillando in corrente di vapore le parti aeree del timo comune (Thymus vulgaris). È un piccolo arbusto delle colline mediterranee, della famiglia delle Lamiacee. Il vapore attraversa foglie, rametti e fiori e trascina con sé le molecole profumate, che raffreddandosi si separano dall’acqua.
Come funziona la distillazione lo spieghiamo nella guida all’estrazione degli oli essenziali.
I chemotipi
Il timo cambia molto da un luogo all’altro: dalla stessa specie nascono oli diversi, che si chiamano chemotipi e prendono il nome della molecola principale. Il più diffuso è quello a timolo; ci sono poi il timo a linalolo, più dolce e delicato, e quelli a tuianolo e a geraniolo, più rari.
Il chemotipo cambia il profumo, gli usi e le cautele. Il nostro è il tipo a timolo, quello descritto dalla monografia europea sull’olio di timo1 e dalla maggior parte degli studi.
Nel nostro olio i componenti principali sono tre:
- Timolo (40-55%): il profumo caldo, pungente e un po’ medicinale del timo. È la molecola che irrita la pelle e le mucose, e la più studiata.
- p-cimene (10-20%): una nota fresca e legnosa, quasi agrumata.
- Carvacrolo (1-5%): il fratello del timolo, che domina invece nell’origano, con una nota più speziata.
Timo bianco e timo rosso
Il timo rosso è l’olio come esce dalla prima distillazione, scuro e più pungente. Il timo bianco, come il nostro, è la frazione più dolce: più chiaro, giallo paglierino, e più morbido nel profumo.
Le proprietà nella tradizione erboristica
L’olio di timo è nei testi dei farmacisti almeno dal 1589, quando compare in un ricettario di Norimberga2. Da allora la tradizione erboristica lo considera uno dei grandi oli balsamici.
Le vie respiratorie
L’utilizzo più famoso dell’olio essenziale di timo è quello per la congestione delle vie respiratorie, la sinusite, la bronchite e le malattie da raffreddamento. Per la tradizione è un potente fluidificante ed espettorante: lo si respira nei fumenti e lo si friziona sul petto.
Naso e bronchi sono rivestiti da un velo di muco, che trattiene polvere e germi, e da ciglia sottilissime che lo spingono verso la gola. Quando il muco si fa denso le ciglia faticano a muoverlo: è lì che la tradizione usa il timo, per renderlo più fluido e facile da espellere.
In Europa le autorità sanitarie ne riconoscono l’uso tradizionale come espettorante nella tosse del raffreddore, anche in frizione sul petto e nel bagno1.
La digestione
Per lo stomaco e l’intestino la tradizione lo considera digestivo e carminativo: lo usa quando la digestione è lenta e si forma aria nella pancia. In bocca i sapori forti e un po’ amari fanno produrre saliva e succhi dello stomaco: per questo il timo accompagna da sempre i piatti più pesanti.
Un tempo il timolo si prendeva anche da solo, contro i vermi intestinali2. Oggi per bocca l’olio si usa solo in cucina, come aroma.
La pelle e i muscoli
La tradizione erboristica ha tramandato l’utilizzo dell’olio di timo per le micosi, le ferite infette, la scabbia e le punture di insetti velenosi, sempre molto diluito. Per i muscoli e le articolazioni lo usa in frizione per lombalgia, dolori reumatici, contusioni, ematomi e strappi muscolari2.
Frizionato sulla pelle, richiama sangue in superficie e la scalda: è l’effetto che la tradizione chiama rubefacente, e su cui si basano le frizioni. Per lo stesso motivo lo impiega nel massaggio delle zone con cellulite e accumuli di grasso localizzato.
I capelli
Sui capelli la tradizione lo considera un tonico del cuoio capelluto, e lo usa quando i capelli cadono, in frizioni o impacchi con un olio vegetale.

La bocca e le vie urinarie
In bocca la tradizione lo usava per ascessi, afte, stomatiti e gengiviti, e il timolo è ancora oggi un ingrediente di collutori e dentifrici2. Nei semicupi lo usa per le micosi e per le infezioni intime e delle vie urinarie, come la cistite e la candidosi.
L’energia
In aromaterapia il timo è considerato un olio che infonde energia fisica e psichica. Lo si usa nella stanchezza, per la concentrazione e dopo periodi di grande sforzo o di convalescenza. È particolarmente indicato per i pigri, per la calma eccessiva e il torpore.
Foglie, tintura madre e olio essenziale
Del timo si usano le foglie in tisana, la tintura madre e l’olio essenziale, e non sono la stessa cosa. Nella tisana passa solo una piccola parte dell’olio, insieme ai flavonoidi e all’acido rosmarinico delle foglie; la tintura madre, in acqua e alcol, li estrae tutti e due.
L’olio essenziale invece è solo la parte profumata della pianta, molto concentrata. Per questo la tisana si beve, mentre l’olio si usa a gocce e sempre diluito.
Con le foglie secche la tradizione prepara anche l’oleolito, un olio da massaggio delicato, che si usa a cucchiai.
Per un oleolito di timo:
- Metti 30 g di foglie di timo secche in un vasetto di vetro pulito e asciutto.
- Coprile con 300 ml di olio extravergine d’oliva o di girasole, fino a 2 cm sopra le foglie.
- Chiudi e lascia macerare 3 settimane al buio, agitando il vasetto ogni giorno.
- Filtra con un colino foderato di garza e conserva l’oleolito in una bottiglia scura.
Come si usa
Nei fumenti
Nei mesi freddi il fumento è il modo più semplice di respirare il timo. Il vapore caldo porta le sue molecole fino al naso e alla gola, e intanto scalda e inumidisce le mucose.
Ti consigliamo 5 gocce in circa 2 cm d’acqua appena bollita, e altre 5 dopo 4-5 minuti, quando il profumo cala; in tutto, da 8 a 15 minuti. Nei giorni di raffreddore puoi farlo anche 2 volte al giorno.
Per un vapore più balsamico, dividi le gocce con l’eucalipto o con il pino mugo: 3 di timo e 2 dell’altro, all’inizio e dopo qualche minuto. Tieni gli occhi chiusi dall’inizio alla fine, perché il vapore del timo li fa bruciare e lacrimare.
Se non hai l’olio, va bene anche una manciata di foglie di timo secche nell’acqua bollente: il profumo è più leggero. Per regolare il calore e la distanza dalla pentola, segui la nostra guida su come fare i fumenti in casa.
In cucina
Per bocca l’olio essenziale di timo si usa solo così, come aroma: puro brucia la bocca, e nemmeno una goccia va presa tal quale. La regola è 1 goccia ogni 100 g o 100 ml di preparazione, sciolta prima in un grasso, nello zucchero, nel miele o nell’alcol.
In acqua non si scioglie: resterebbe a galla, e il primo cucchiaio lo porterebbe in bocca quasi puro. Il timo sta bene con legumi, patate, funghi, pomodoro, carni alla griglia e pesce al forno, e nei dolci con miele e limone.
Per un burro al timo e limone, da sciogliere su verdure, patate o pesce:
- Lascia ammorbidire 100 g di burro a temperatura ambiente.
- Aggiungi 1 goccia di olio essenziale di timo e la scorza grattugiata di mezzo limone, e lavora il burro con una forchetta.
- Avvolgilo nella carta da forno e rimettilo in frigorifero.
- Usane una noce a fine cottura, a fuoco spento: col calore il profumo evapora.
Sulla pelle
Sulla pelle il timo si usa sempre diluito, e poco: ti consigliamo l’1%, cioè 3 gocce in un cucchiaio di olio vegetale o 10 in un flacone da 50 ml.
La pelle è una barriera di cellule e grassi, ma le molecole degli oli essenziali, piccole e solubili nei grassi, in parte la attraversano. Il timolo poi irrita: più è concentrato, più la pelle si arrossa e brucia.
Per una frizione sul petto e sulla schiena, la sera, scioglilo nell’olio di mandorle dolci, che scorre bene. Per le gambe, dopo lo sport, si accorda con il rosmarino.
Per un olio da massaggio da tenere pronto per i muscoli dopo lo sport:
- Versa 50 ml di olio di mandorle dolci in una bottiglietta di vetro scuro.
- Aggiungi 5 gocce di olio essenziale di timo e 10 di rosmarino.
- Chiudi e capovolgi la bottiglietta un paio di volte.
- Massaggia gambe e schiena con movimenti lenti, dal basso verso l’alto.
La prima volta prova la miscela sull’interno del braccio e aspetta un giorno: se la pelle si arrossa o prude, il timo non fa per te.
Sui capelli
Per i capelli il timo si usa in un impacco prima dello shampoo, sciolto in un olio vegetale. Va bene l’olio di ricino, denso, che resta sul cuoio capelluto, o l’olio di jojoba, più leggero e facile da lavare.
Il cuoio capelluto è ricco di ghiandole sebacee, e il sebo è un grasso: l’acqua da sola non toglie né lui né l’olio dell’impacco. Per questo dopo la posa serve sempre lo shampoo.
Per un impacco con timo, rosmarino e lavanda:
Tienilo lontano dagli occhi, e non lasciarlo tutta la notte: meno resta sulla pelle, meno la irrita.
Nel bagno
Nel bagno il timo si respira col vapore dell’acqua calda e arriva diluito su tutta la pelle. Sciogli 10-20 gocce in un cucchiaio di bagnoschiuma neutro o di olio vegetale prima di versarle nella vasca piena: puro galleggerebbe e toccherebbe la pelle senza diluirsi.
Mai nel sale, perché quando il sale si scioglie l’olio torna a galla. Ti consigliamo l’acqua fra 35 e 38 °C e 10-20 minuti di bagno, uno al giorno o a giorni alterni1.
Per i bambini dai 3 anni bastano meno gocce: da 3 a 6 fino ai 6 anni, da 5 a 10 fino ai 12. Per il semicupio bastano 1-2 gocce, sciolte in un cucchiaino di bagnoschiuma, nell’acqua calda del bidet.
Nel diffusore
Nel diffusore il timo ha un profumo deciso: ne bastano 3-6 gocce, e conviene accenderlo a intervalli. L’olfatto si stanca presto di un odore che non cambia, e dopo qualche minuto il naso lo sente meno anche se nell’aria c’è ancora.
Di giorno, nelle ore di studio e di lavoro, si accorda col limone; nei mesi freddi con eucalipto e pino mugo.
Cosa dice la ricerca scientifica
- Uso tradizionale riconosciuto in Europa. L’Agenzia europea dei medicinali riconosce l’olio di timo come medicinale vegetale di uso tradizionale. Negli adulti lo ammette per bocca come espettorante nella tosse del raffreddore, e sul petto e sulla schiena, fino al 10%, o nel bagno per i sintomi di tosse e raffreddore. Il riconoscimento si basa su un uso lungo e documentato, non su studi clinici 1.
- Tosse: timo ed edera. Uno studio in doppio cieco ha seguito 361 adulti con bronchite acuta e tosse con catarro. Per 11 giorni metà ha preso 3 volte al giorno uno sciroppo di estratti fluidi di timo e foglie di edera, metà un placebo. Fra il settimo e il nono giorno gli attacchi di tosse erano calati del 68,7% col timo e del 47,6% col placebo 3.
- Tosse: timo e primula. Un secondo studio con lo stesso disegno, su altri 361 adulti, ha usato compresse di estratti secchi di timo e radice di primula. Gli attacchi di tosse sono calati del 67,1%, contro il 51,3% del placebo, e gli effetti indesiderati sono stati gli stessi nei due gruppi 4.
- In laboratorio, nel vapore. Fra 14 oli essenziali allo stato di vapore, quello di timo è stato fra i tre più attivi contro i batteri tipici delle infezioni respiratorie, come pneumococco e stafilococco. L’effetto era maggiore con molto vapore per poco tempo 5.
- In laboratorio, sui funghi. Gli oli di Thymus vulgaris e Thymus zygis, il timolo e il carvacrolo hanno ucciso diverse specie di Candida, danneggiandone la membrana. A dosi più basse hanno frenato la formazione dei filamenti con cui la Candida invade i tessuti 6.
- Capelli. In uno studio in doppio cieco, 86 persone con alopecia areata, una caduta dei capelli a chiazze, hanno massaggiato ogni giorno il cuoio capelluto per 7 mesi. Metà usava oli essenziali di timo, rosmarino, lavanda e legno di cedro in olio di jojoba e di vinaccioli, metà i soli oli vegetali. Sono migliorate 19 persone su 43 (44%) nel primo gruppo e 6 su 41 (15%) nel secondo 7. Gli oli erano quattro insieme: lo studio non dice quanto conti il timo da solo.
Gli studi sulla tosse hanno usato estratti di timo con altre piante, in sciroppo e compresse, non l’olio essenziale; quelli sui germi sono in provetta. L’olio puro non si usa così.
Abbinamenti
Nel profumo il timo si accorda con gli oli freschi e balsamici, come rosmarino, eucalipto, pino mugo e pino silvestre, e con gli agrumi, limone e bergamotto. La lavanda ne addolcisce la nota pungente.
Uso per uso:
- Fumenti: eucalipto e pino mugo.
- Massaggio: rosmarino, in olio di mandorle dolci.
- Capelli: rosmarino e lavanda, in olio di jojoba o di ricino.
- Crema balsamica: tea tree e ravensara, in una crema neutra o nell’olio di cocco.
- Diffusore: limone e bergamotto, di giorno.
Controindicazioni e sicurezza
Il timo a timolo è un olio forte: va usato poco e diluito, ma alle dosi giuste è ben tollerato.
- Sulla pelle: al massimo l’1%, mai puro, mai sulla pelle irritata o lesa, lontano da occhi e mucose. Può dare irritazioni e allergie 1: la prima volta, fai una prova sull’interno del braccio.
- Per bocca: solo in cucina, sciolto negli alimenti. Non metterlo puro su afte o gengive, né a gocce in un bicchiere d’acqua. Bevuto in quantità fa male al fegato: una persona che ne aveva bevuti 25 ml è stata ricoverata con un’epatite acuta 2.
- Bambini: sotto i 2 anni no, in nessun uso. Nei più piccoli la mucosa del naso reagisce agli odori forti con un riflesso che può chiudere la glottide e fermare il respiro 2. Dai 2 anni la crema sulla pianta dei piedi, dai 3 il bagno con meno gocce.
- Gravidanza e allattamento: non usarlo, perché mancano studi sulla sicurezza 1. Per gli altri oli c’è la nostra guida agli oli essenziali in gravidanza.
- Bagno caldo: non farlo con la febbre alta, con ferite aperte o malattie della pelle in corso, né con gravi problemi di cuore o di circolazione; con la pressione alta, con prudenza 1.
- Sole: non rende la pelle sensibile al sole 2.
- Allergie: evitalo se sei allergico al timo o ad altre Lamiacee, come salvia, menta, rosmarino e origano.
- Conservazione: tienilo chiuso, al buio e al fresco. Un olio vecchio o rimasto aperto irrita di più.
- Se un bambino lo beve: chiama subito un centro antiveleni o il 118, e non farlo vomitare.
Le regole che valgono per tutti gli oli sono nella guida su oli essenziali: controindicazioni e tossicità.
Domande frequenti
Trasparenza e fonti
Revisione scientifica a cura di:
Dott. Roberto Cammarata, Laurea in Ingegneria Biomedica, erborista dal 2012, già informatore medico-scientifico nel settore erboristico, titolare e responsabile della ricerca e formulazione dei prodotti.
Dott.ssa Ilaria Facchinetti, Erborista dal 2013, Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.
Principali fonti citate:
- EMA/HMPC. European Union herbal monograph on Thymus vulgaris L., Thymus zygis L., aetheroleum. Revisione 1, 2020. ema.europa.eu.
- EMA/HMPC. Assessment report on Thymus vulgaris L., Thymus zygis L., aetheroleum. Revisione 1, EMA/HMPC/52980/2017. ema.europa.eu.
- Kemmerich B, Eberhardt R, Stammer H. Efficacy and tolerability of a fluid extract combination of thyme herb and ivy leaves and matched placebo in adults suffering from acute bronchitis with productive cough. Arzneimittelforschung. 2006;56(9):652-660. PMID 17063641. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Kemmerich B. Evaluation of efficacy and tolerability of a fixed combination of dry extracts of thyme herb and primrose root in adults suffering from acute bronchitis with productive cough. Arzneimittelforschung. 2007;57(9):607-615. PMID 17966760. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Inouye S, Takizawa T, Yamaguchi H. Antibacterial activity of essential oils and their major constituents against respiratory tract pathogens by gaseous contact. J Antimicrob Chemother. 2001;47(5):565-573. PMID 11328766. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Pina-Vaz C, Gonçalves Rodrigues A, Pinto E, et al. Antifungal activity of Thymus oils and their major compounds. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2004;18(1):73-78. PMID 14678536. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Hay IC, Jamieson M, Ormerod AD. Randomized trial of aromatherapy. Successful treatment for alopecia areata. Arch Dermatol. 1998;134(11):1349-1352. PMID 9828867. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
Effetti fisiologici: gli effetti del timo e del suo olio essenziale sono quelli delle linee guida ministeriali allegate al DM 10 agosto 2018 e successivi aggiornamenti.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Gli studi citati riguardano le preparazioni indicate, non un prodotto in vendita.
Composizione e formati del nostro olio essenziale di timo bianco sono nella sua scheda prodotto.

