Immuno

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Sistema immunitario indebolito, prevenzione. Per migliorare la resistenza dell’organismo nei confronti degli agenti patogeni, affezioni batteriche e di origine virale.

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Immuno rinforza il sistema immunitario in 3 modi: i suoi attivi forniscono cellule immunitarie, rinforzano le difese dell’organismo, e nello stesso tempo contrastano i patogeni.


Studiato per migliorare la resistenza fisiologica dell’organismo nei confronti degli agenti patogeni, aiuta a prevenire e contrastare i malanni stagionali. Indicato per tutta la famiglia, è un ottimo coadiuvante per:

  • Prevenire malattie infettive e virali
  • Rafforzare il sistema immunitario
  • Contrastare i fenomeni influenzali
  • Ridurre le allergie stagionali

Immuno è un integratore utile per la protezione dell’organismo dagli attacchi esterni ed è ideale prima di ogni cambio di stagione o in qualsiasi momento di bisogno.

Favorisce il riequilibrio del sistema immunitario, sostenendo anche l’immunizzazione nella profilassi antinfluenzale. È formulato con attivi naturali ad azione antibatterica, antivirale ed immunostimolante.

7 attivi per rafforzare il sistema immunitario indebolito

  • Colostro: la preziosa secrezione ghiandolare delle mammelle di ogni mammifero, raccolto nelle primissime ore dopo il parto. Racchiude una miniera di sostanze ad azione immunologica come anticorpi, lattoferrina, lisozima, fattori di crescita, minerali e vitamine.
  • Latte d’asina biologico, pastorizzato e liofilizzato: l’alimento naturale di origine animale più simile al latte materno. È ricco di vitamine, acidi grassi essenziali, enzimi e minerali.
  • Lattoferrina: glicoproteina adibita al trasporto del ferro, con azione antibatterica, antivirale, antiossidante ed immunostimolante; è in grado di sottrarre il ferro ai batteri patogeni, impedendo la loro replicazione.
  • Lisozima: un potente agente antivirale ed antibatterico, ha la capacità di distruggere le pareti cellulari di molti patogeni.
  • Beta-glucani: polisaccaridi in grado di stimolare la produzione di cellule immunitarie, in particolare dei fagociti, capaci di legarsi all’agente patogeno e di neutralizzarlo attraverso vari sistemi.
  • Zinco e Selenio: minerali fondamentali per rafforzare il sistema immunitario

Consigli di utilizzo in prevenzione e durante l’influenza

Immuno Biogenesis è formulato con attivi naturali che svolgono una decisa azione di sostegno del sistema immunitario in modo del tutto privo di controindicazioni.

Grazie all’ampio spettro d’azione e all’efficacia di ogni singolo attivo, Immuno è indicato sia come prodotto preventivo per le sindromi influenzali, sia come elemento d’attacco durante l’influenza.

Per prevenire l’influenza

– Per l’adulto: 1 capsula ogni 2 giorni, con acqua, per almeno 2 mesi.
– Nei bambini: 1 ogni 4 giorni, con acqua, per almeno 2-3 mesi.

In presenza di sintomi influenzali

– Per l’adulto: 1 capsula al giorno, fino alla scomparsa dei sintomi.
– Nei bambini: 1 capsula ogni due giorni, fino alla scomparsa dei sintomi.

In caso di difficoltà di deglutizione è possibile aprire la capsula ed assumere la polvere tal quale, oppure sciolta in acqua, succo o tisana, nello yogurt o in un frutto grattugiato.

Ingredienti

Latte di Asina liofilizzato, Colostro estratto secco, Lisozima idrolizzato di albume d’uovo di gallina, Lievito arricchito in Selenio, Beta-Glucani da lievito Saccharomyces cerevisiae, Zinco solfato, Lattoferrina; (per la capsula) Gelatina.

Tenore giornaliero degli ingredienti per massimo dosaggio raccomandato (1 capsula al giorno)
Latte di asina liofilizzato: 115 mg
Colostro estratto secco: 100 mg
Lisozima: 50 mg
Beta-glucani: 28mg
Lattoferrina: 15mg
Zinco: 7,5 mg (75% NRV)
Selenio: 100 mcg (181,8% NRV)

Formato della confezione: 2 blister da 15 capsule.

Durata della confezione per l’adulto: 2 mesi

Principi attivi di Immuno, quali sono i loro effetti benefici sulle difese immunitarie

Latte di Asina

Il latte di Asina è l’alimento di origine animale con le caratteristiche più vicine al latte umano. Si tratta di un latte ipoallergenico, particolarmente indicato per la nutrizione di neonati affetti da allergie alle proteine del latte vaccino (APLV), in quanto ha uno scarso contenuto di caseine e altre proteine con elevato potere immunogeno.

Diversi studi in vitro e in vivo hanno dimostrato che il latte d’asina ha proprietà nutraceutiche e funzionali che possono supportare l’immunità, sostenere il metabolismo e modificare in modo benefico il microbiota intestinale.

Studi clinici hanno dimostrato che il latte d’asina è ben tollerato (82,6% -88%) dai neonati.

Il latte di asina contiene una quantità di proteine del siero notevolmente superiore (35-50%) rispetto al latte vaccino (circa il 20%). Come il latte umano, contiene una notevole quantità di lattosio (circa il 7%), che ne determina il sapore e facilita l’assorbimento del calcio.

Il latte d’asina ha anche un alto contenuto di lisozima (circa 1g/l) il quale, insieme a immunoglobuline, lattoferrina e lattoperossidasi, esercita sia un’attività immunomodulante che antitumorale, e può agire anche sul tratto digerente riducendo l’incidenza di infezioni gastro-intestinali.

Colostro

Il colostro è la secrezione della ghiandola mammaria che precede il latte, nei primissimi giorni dopo il parto.

Per la presenza di numerosi componenti che rivestono un’enorme importanza nei confronti dell’organismo del neonato, il colostro è il nutrimento immunologico che rappresenta il naturale prolungamento della protezione materna nei primi giorni di vita extrauterina.

Esso infatti si differenzia dal latte maturo per il maggiore quantitativo (6 volte superiore) di elementi nutritivi, sostanze anticorpali indispensabili per la formazione di una barriera immunitaria nei confronti dei patogeni, lattoferrina, lisozima, fattori di crescita e fattori di maturazione linfocitaria.

Il colostro contiene anche vitamine, in particolare la vitamina A, E, B12, ma anche tracce di vitamina D e provitamina A (beta carotene).

Per quanto riguarda i minerali, il colostro è particolarmente ricco di Zolfo, un minerale coinvolto in numerosissimi processi metabolici, inclusa la riparazione dei tessuti e la sintesi del collagene.

Il colostro è una ricca fonte di nutrienti e molecole biologicamente attive essenziali per diverse funzioni specifiche tra cui l’azione difensiva, la modulazione della risposta immunitaria, il riequilibrio del microbiota intestinale e la crescita e riparazione di diversi tessuti.

I componenti del colostro, agendo sinergicamente, possono intervenire in varie fasi patogenetiche di numerose patologie, contribuendo così ad un miglioramento della sintomatologia clinica.

Il colostro può anche avere un’azione preventiva o ridurre gli effetti collaterali di diversi farmaci attualmente utilizzati per il trattamento di varie malattie dell’uomo e degli animali.

Può anche svolgere un ruolo importante nell’accelerare il recupero della salute e del peso corporeo durante la convalescenza. Più in generale, il colostro può essere somministrato con l’obiettivo di mantenere un buono stato di salute, rafforzare il sistema immunitario e prevenire le malattie.

Tra i componenti attivi più importanti contenuti nel colostro vi sono le immunoglobuline, sostanze anticorpali normalmente prodotte dal nostro organismo a scopo difensivo in corrispondenza della presenza di sostanze estranee come virus e batteri.

In generale, le funzioni attribuite alle immunoglobuline comprendono la neutralizzazione delle tossine, dei virus e dei batteri nel sistema circolatorio e linfatico.

Il colostro bovino ha caratteristiche molto simili al colostro umano, pertanto può essere impiegato come integratore alimentare per diversi disturbi degli esseri umani. Il colostro è sicuro e non ha controindicazioni anche a dosi elevate e ci sono pochi effetti collaterali riportati di rilevanza clinica.

Uno studio italiano ha valutato l’efficacia di un trattamento di 2 mesi con colostro per via orale nella prevenzione degli episodi influenzali rispetto alla vaccinazione antiinfluenzale. I gruppi includevano soggetti sani senza profilassi e soggetti che avevano ricevuto sia la vaccinazione che il colostro.

Dopo 3 mesi di follow-up, il numero di giorni con l’influenza era 3 volte maggiore nei soggetti senza colostro.

Nello studio sono stati poi presi in esame anche soggetti con elevato rischio cardiovascolare: anche in questo caso, l’incidenza delle complicanze e del ricovero ospedaliero è stata maggiore nel gruppo che ha ricevuto solo uno vaccinazione rispetto a quelli che avevano assunto colostro.

Lattoferrina

La lattoferrina è una glicoproteina appartenente alle transferrine, una famiglia di proteine adibite al trasporto del ferro; questa sostanza è sempre presente in discrete concentrazioni nel latte materno, in particolare nel colostro, e in altri liquidi organici, come lacrime e saliva.

La lattoferrina è considerata una proteina multifunzionale in quanto è coinvolta in diversi processi biologici: coadiuva l’assorbimento intestinale di ferro, ha azione antibatterica e antivirale oltre che antifungina, antiossidante ed immunostimolante.

La lattoferrina sembra essere molto resistente all’azione proteolitica degli enzimi digestivi pertanto raggiunge intatta l’intestino dove esercita le proprie attività; qui, legandosi agli enterociti, facilita l’ingresso del Ferro nella cellula, mettendolo a disposizione per le necessità dell’organismo.

In associazione sinergica con il Lisozima, la lattoferrina è in grado di provocare la lisi delle membrane cellulari dei patogeni, pertanto risulta particolarmente efficace nei confronti di diversi ceppi di germi come Escherichia coli, Proteus mirabilis, Staphylococcus aureus e Candida albicans.

Azione antibatterica della lattoferrina

La lattoferrina è un potente agente antimicrobico capace di inibire un’ampia gamma di batteri patogeni e altri microbi. La sua azione sembra legata alla sua affinità estremamente elevata nei confronti del ferro: molti batteri patogeni infatti, necessitano del ferro libero per moltiplicarsi. Il ferro libero si lega più facilmente alla lattoferrina, non restando disponibile per i patogeni.

Azione antivirale

La lattoferrina inibisce sia direttamente che indirettamente diversi virus che causano malattie nell’uomo, legandosi con i siti dei recettori virali ed impedendo che il virus infetti le cellule sane.

In questo modo uccide indirettamente il virus, oppure lo inibisce, aumentando la risposta immunitaria sistemica all’invasione virale. Interessante notare che vi è una carenza sistemica di lattoferrina nei soggetti affetti da HIV.

In svariati studi in vitro la lattoferrina ha dimostrato di avere potenti effetti antivirali contro la replicazione sia dell’HIV umano che del Citomegalovirus (CMV), senza alcun effetto citopatico sulle cellule sane.

Ulteriori studi hanno riscontrato che la lattoferrina inibisce l’infezione da Herpes Simplex di tipo 1 delle cellule sane.

Un recentissimo trial clinico dell’Università Tor Vergata di Roma (il primo approvato, sull’utilizzo della lattoferrina nei pazienti Covid positivi a livello nazionale ed internazionale) ha dimostrato l’efficacia della lattoferrina nel favorire, senza effetti avversi, la remissione dei sintomi clinici nei pazienti Covid-19 positivi sintomatici e la negativizzazione del tampone già dopo 12 giorni dal trattamento.

Azione antiossidante

Lo stress ossidativo è coinvolto nella patogenesi di numerose patologie caratterizzate dalla presenza di un processo infiammatorio, in quanto infiammazione e stress ossidativo sono strettamente correlati e si amplificano e sostengono a vicenda.

L’azione antiossidante della lattoferrina è attribuibile alla sua capacità di legare il ferro libero; essa infatti sequestra il ferro catalitico generato dai processi di distruzione cellulare, minimizzando le lesioni tessutali prodotte dagli idrossidi radicalici che, durante i processi infiammatori, sono associati alla produzione di sostanza ossidanti.

Altre azioni

Nel corso degli ultimi anni alcuni gruppi di studio italiani hanno iniziato una valutazione multicentrica dell’uso di lattoferrina nella prevenzione del parto pretermine, con risultati incoraggianti.

Diversi studi pubblicati da vari autori hanno inoltre evidenziato potenziali effetti antitumorali della lattoferrina negli epato-carcinomi, anche se sono necessari ulteriori approfondimenti in merito.

Beta glucani

I beta glucani sono polisaccaridi non digeribili molto diffusi in natura sia nei cereali che in lieviti, batteri, alghe e funghi; essi sono anche costituenti essenziali della parete cellulare di alcuni batteri e virus.

Una volta assunti, durante il passaggio intestinale i beta glucani vengono riconosciuti come molecole non endogene. Il sistema immunitario si allerta e si prepara a contrastare eventuali virus o altri microrganismi “invasori” inducendo sia la risposta innata che quella acquisita.

L’attività immunologica del beta-glucano da lievito si esplica grazie alla sua capacità di interagire con il tessuto linfoide presente nell’intestino (GALT).

Le cellule immunitarie associate al GALT possono venire attivate per contatto diretto con il beta-glucano nell’intestino e quindi migrare in altri tessuti dove possono esercitare i loro effetti immunomodulatori.

Studi effettuati in vitro hanno dimostrato che i β-glucani sono in grado di attivare l’azione fagocitaria e citotossica dei leucociti e di stimolare la produzione di mediatori dell’infiammazione, di citochine e di chemochine come, ad esempio, le interleuchine (IL) IL-8, IL1β, IL-6 e il TNF-α (Tumor Necrosis Factor α).

Quindi, i β-glucani incrementano la fagocitosi delle cellule del sistema immunitario deputate a tale scopo (granulociti, monociti, macrofagi e cellule dendritiche).

Tra queste cellule i macrofagi svolgono il ruolo più importante, data la loro spiccata attività di difesa dell’organismo nei confronti di batteri, virus, parassiti e cellule tumorali.

In due studi in doppio cieco, randomizzati, controllati con placebo, è stato dimostrato che il β-glucano da lievito somministrato per via orale riduce significativamente il numero di episodi di raffreddore comune del 25% e ha portato a una progressione più lieve degli episodi di raffreddore comune.

Sebbene ovviamente i sintomi e gli esiti di COVID-19 siano noti per essere molto più gravi di un “comune raffreddore”, ci sono prove che la somministrazione di β-glucano potrebbe portare a una diminuzione della gravità e a un miglioramento dei risultati, in particolare nelle popolazioni più vulnerabili.

Il beta-glucano è noto anche per i suoi effetti positivi sull’ipercolesterolemia, per la sua azione di riduzione del colesterolo totale.

Lisozima

Il lisozima è un enzima ampiamente diffuso in natura, presente anche in diverse secrezioni biologiche umane come il muco nasale, la saliva, le lacrime o il latte materno, nelle quali costituisce una delle più importanti “sostanze barriera” contro l’invasione di batteri e virus.

I virus erpetici, gli adenovirus, i virus influenzali e numerosi altri virus, vengono nettamente inibiti dal Lisozima. In molte affezioni si può dimostrare un deficit di Lisozima, espressione di un abbassamento del potere immunitario e difensivo dell’organismo.

È documentato il suo ruolo nella resistenza alle flogosi batteriche e virali e la sua carenza è spesso associata a fragilità degli epiteli aerodigestivi superiori e alla frequenza ed intensità di recidive.

L’azione antibatterica si esplica tramite lisi della parete dei batteri attraverso la scissione delle strutture mucopolisaccaridiche delle membrane cellulari e la liberazione di molecole ad attività immunitaria e antitumorale.

L’attività antivirale del lisozima si esplica attraverso la sua capacità di legarsi con gli acidi nucleinici (DNA, RNA) e con le lipoproteine, elementi costitutivi di tutti i virus, ed essenziali per la loro vita.

Il lisozima stimola l’immunità innata, ha azione antiflogistica ed interviene anche a livello dell’ecosistema batterico intestinale dove stimola la proliferazione della flora acidofila e favorisce il riequilibrio tra processi fermentativi e putrefattivi.

Un’azione di grande interesse ed importanza è svolta dal lisozima nel passaggio dall’alimentazione al seno e quella vaccina o artificiale.

Il latte materno contiene il Lactobacillus bifidus, assente nel latte vaccino ed in quello artificiale. Dopo il periodo di svezzamento fisiologico da parte della mamma, la flora batterica del bambino subisce notevoli modifiche non positive. La vegetazione gram-positiva diventa gram-negativa, favorendo inoltre lo sviluppo della Candida.

L’assunzione del lisozima ostacola questo processo.

Questo enzima, inoltre migliora la digestione del latte vaccino in quanto favorisce l’azione dei fermenti proteolitici, determinando così un incremento dell’assorbimento intestinale delle proteine.

Zinco

Lo Zinco è un minerale presente in ogni cellula del nostro organismo ed entra a far parte della struttura di oltre 200 complessi enzimatici.

Questo importante minerale è necessario per il corretto funzionamento di molti ormoni incluso insulina, ormone della crescita e ormoni sessuali. Inoltre, svolge un ruolo strutturale di regolazione e catalitico nel metabolismo delle proteine e degli acidi nucleici.

Questo minerale gioca un ruolo importantissimo anche per lo sviluppo del feto e per la crescita del bambino; è fondamentale per la fertilità maschile e coadiuva la corretta funzionalità della prostata.

Inoltre lo Zinco favorisce la guarigione di ferite e lesioni e, mantenendo sane le arterie, aiuta a prevenire l’insorgere della arteriosclerosi e l’accumulo del colesterolo.

Attualmente è stato dimostrato che funziona come antiossidante, regolarizza il gusto e l’odorato; interviene nella sintesi di DNA e RNA, promuove la divisione cellulare e regolarizza il livello ematico della vitamina A.

Lo Zinco è legato ad ogni aspetto della funzione immunitaria: quando i livelli di questo minerali sono bassi, scende il numero di linfociti T e anche i globuli bianchi cessano molte delle loro attività fondamentali per la funzione immunitaria.

Lo Zinco, così come la vitamina C, possiede anche un’attività antivirale diretta nei confronti di diversi virus responsabili del raffreddore. É stato dimostrato che lo Zinco è utili per ridurre sensibilmente la durata dei disturbi tipici del raffreddamento.

È stato dimostrato inoltre che l’integrazione di Zinco nell’anziano migliora drasticamente la compromissione della funzione immunitaria tipica dell’invecchiamento.

È interessante notare che la maggior parte dei gruppi a rischio descritti per COVID-19 sono allo stesso tempo gruppi associati a carenza di Zinco.

Poiché questo minerale è essenziale per preservare le barriere naturali dei tessuti come l’epitelio respiratorio, impedendo l’ingresso di agenti patogeni, per una funzione equilibrata del sistema immunitario e del sistema redox, la carenza di zinco può probabilmente essere aggiunta ai fattori che predispongono gli individui all’infezione e alla progressione dannosa di COVID -19.

Selenio

Il Selenio è un oligominerale fondamentale per la difesa delle cellule contro la tossicità delle specie reattive dell’ossigeno, nella regolazione dell’ormone tiroideo e nella regolazione dello stato ossidoriduttivo della cellula.

Oltre all’azione antiossidante presenta proprietà immunomodulatorie, antiaterogeniche ed anticancerogene. Per la sua azione antiossidante può essere un valido aiuto anche in caso di malattie infiammatorie come artrite reumatoide, eczemi e psoriasi.

Il Selenio agisce principalmente come componente dell’enzima antiossidante glutatione perossidasi, insieme alla Vitamina E favorisce la prevenzione dei danni prodotti dai radicali liberi alle membrane cellulari.

Questo oligominerale influenza tutte le componenti del sistema immunitario.

Nell’uomo carenze di Selenio sono associate a ridotti titoli anticorpali di IgG e IgM. In modelli animali, carenze di Selenio inibivano l’immunità cellulare e riducevano l’attività di neutrofili e la loro capacità di eliminare la Candida.

In uno studio sono stati somministrati 200 mcg/giorno di selenio a persone con livelli normali di questo minerale. Questa integrazione provocò l’aumento del 118% della capacità dei linfociti di distruggere le cellule tumorali e dell’82,3% dell’attività dei linfociti natural killer.

Tali effetti derivarono dalla capacità del selenio di favorire l’espressione dell’interleuchina 2, favorendo così la proliferazione dei globuli bianchi e la loro differenziazione in forme capaci di distruggere microrganismi e cellule tumorali.

Il Selenio riveste un ruolo importantissimo anche nella prevenzione dei disturbi cardiovascolari in particolare di cardiopatie e infarto miocardico; protegge i fumatori e migliora il rapporto HDL/LDL.

Alcuni studi suggerisco l’impiego di selenio in gravidanza, soprattutto nell’ultimo trimestre, per favorire un corretto sviluppo del feto e per la prevenzione della SIDS (sindrome della morte in culla).

Altri studi hanno sottolineato la correlazione tra bassi livelli di Selenio nell’umore vitreo nei pazienti affetti da cataratta, evidenziando la necessità di mantenere buoni livelli di Selenio per prevenire questo disturbo, principale causa dell’indebolimento della vista e della cecità.

Numerosi esperimenti condotti su animali hanno evidenziato che il Selenio offre un’importante protezione nei confronti dello sviluppo di alcuni tipi di tumori, tra cui alla mammella, del colon e del fegato, ma sono necessarie ulteriori ricerche a supporto.

Altri integratori utili per rafforzare le difese dell’organismo

Rinforzare delle difese immunitarie: vitamina C fitoattivata, fermenti lattici vivi, tintura madre di Echinacea
In presenza di sintomi influenzali: Propoli fitoattivata, Vitamin C fitoattivata, AgingOX, Lapacho, Immuno spray gola
Allergie: Lapacho, Fermenti Lattici vivi, Aging OX, Ribes Nigrum, Omega 3

Peso 0,05 kg
Dimensioni 7 × 2,5 × 10 cm
Marca

Fitosofia

Ottimo prodotto trovato solo qui. Lo raccomando
ottimo prodotto, e gentilissimi nell'aiutare
Il prodotto mi sembra valido, ma il prezzo mi sembra sproporzionato. Consegna OK
Grazie ad Immuno, rafforzo il mio sistema immunitario durante il periodo invernale.
ottimo prodotto , studiato con sapienza e professionalità
Ottimo prodotto per alzare le difese immunitarie, forse un po' caro.... Peccato
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