Cos’è il latte d’asina
Il latte d’asina è un alimento di origine animale la cui composizione è, tra i latti di altre specie, la più vicina a quella del latte materno: poche proteine, pochissimi grassi, molto lattosio.
- Principali usi tradizionali: alimentazione dei bambini e degli anziani, periodi di convalescenza, cambi di stagione, cosmesi (i famosi bagni di latte).
- Caratteristica distintiva: contenuto di caseina molto basso e proteine del siero molto alte — è il rapporto che lo rende simile al latte materno e diverso da quello vaccino.
- Proteine funzionali: lisozima e lattoferrina, presenti in quantità notevoli e oggetto di gran parte della ricerca su questo latte.
- Da sapere: è ricco di lattosio, quindi non è indicato a chi ha un’intolleranza al lattosio.
Del latte d’asina si parla da duemila anni, e quasi sempre per due ragioni diverse: la bellezza della pelle e la nutrizione dei più fragili. È una doppia reputazione che ha attraversato l’antichità, si è quasi persa nel Novecento ed è tornata negli ultimi vent’anni, questa volta accompagnata da un discreto numero di studi.
In questo articolo vediamo cosa contiene davvero, quali sono i suoi valori nutrizionali a confronto con gli altri latti, che ruolo hanno lisozima e lattoferrina e su cosa la ricerca ha concentrato l’attenzione.
Il latte d’asina nella storia
Cleopatra è l’immagine più nota — i bagni di latte d’asina sono entrati nell’immaginario collettivo — ma non è l’unica. Paolina Bonaparte proseguì la stessa abitudine molti secoli dopo, e Madame de Pompadour lo usava invece come alimento, per rimettersi in forze.
Plinio il Vecchio, nella Naturalis Historia, ne descriveva l’impiego cosmetico: si riteneva che il latte d’asina distendesse le rughe del viso e rendesse la pelle più morbida e chiara. È il primo riferimento scritto a un uso che ancora oggi sopravvive nella cosmesi.
Meno romantico e più concreto è l’uso alimentare del primo dopoguerra: in diverse zone d’Italia il latte d’asina veniva impiegato per l’alimentazione della prima infanzia, quando il latte materno non c’era e le risorse erano poche. È da quella pratica che nasce l’interesse scientifico contemporaneo.
Composizione e valori nutrizionali
La caratteristica che definisce il latte d’asina è il suo profilo proteico. Le proteine totali sono poche (circa 1,5-1,8 g per 100 g, molto vicine al latte materno), e soprattutto sono distribuite in modo diverso da quelle del latte vaccino: la caseina è scarsa, mentre le proteine del siero rappresentano la quota maggiore.3
I grassi sono pochissimi, il colesterolo è basso e il lattosio è invece abbondante — più che nel latte vaccino, in quantità paragonabili al latte materno. Completano il quadro un buon contenuto di calcio, selenio, vitamina D3 e vitamina C, quest’ultima presente in quantità nettamente superiore rispetto al latte di mucca.1
Latte d’asina: valori nutrizionali medi a confronto con altri tipi di latte
| Componente | Umano | Asina | Mucca | Bufala | Renna |
|---|---|---|---|---|---|
| Estratto secco totale (%) | 11,7 | 10 | 12,5 | 17,8 | 31,9 |
| Materia grassa (%) | 3,5 | 1,5 | 3,5 | 7,5 | 17,5 |
| Lattosio (%) | 7 | 6,2 | 4,7 | 4,7 | 2,5 |
| Sali minerali (%) | 0,2 | 0,5 | 0,8 | 0,8 | 1,5 |
| Proteine totali (%) | 0,9 | 1,8 | 3,5 | 4,8 | 10,4 |
| Caseina (% delle proteine totali) | 28 | 45 | 78 | 80 | 80 |
| Sieroproteine (% delle proteine totali) | 55 | 55 | 17 | 20 | 20 |
| Lisozima (g/L) | ~0,1 | ~1,0 | tracce | tracce | n.d. |
| Lattoferrina (g/L) | 1-2 | 0,07-0,14 | ~0,1 | ~0,1 | n.d. |
Le due righe da guardare per prime sono caseina e sieroproteine: il latte d’asina condivide con quello materno la stessa quota di proteine del siero (55%), mentre mucca, bufala e renna stanno tutte intorno al 20%.

È questa proporzione, più del contenuto proteico totale, a spiegare la bassa allergenicità osservata negli studi.6
I valori variano con la fase di lattazione: uno studio longitudinale su 153 campioni ha osservato che nel corso dei mesi le proteine totali e i grassi diminuiscono, il lattosio resta stabile e la lattoferrina invece aumenta.2
🔬 Cosa dice la ricerca scientifica
- Allergia alle proteine del latte vaccino. È l’area più studiata. In uno studio prospettico su 46 bambini con allergia accertata, per i quali nessun sostituto del latte vaccino era risultato utilizzabile, 38 (l’82,6%) hanno tollerato il latte d’asina alla prova di scatenamento e per tutta la durata del follow-up; nei bambini che avevano un deficit di crescita è stato osservato un recupero.4 Uno studio successivo su 92 bambini ha riportato una tolleranza nel 90,2% dei casi, con miglioramento dei parametri nutrizionali.5
- Perché la tollerabilità è alta. Le analisi proteomiche la attribuiscono al bassissimo contenuto di caseine — in particolare αs1 e κ-caseina — che sono le frazioni più frequentemente riconosciute dalle IgE dei soggetti allergici al latte vaccino.6
- Lattosio e calcio. Nelle revisioni sulla composizione, l’elevato tenore di lattosio viene messo in relazione con l’assorbimento intestinale del calcio, oltre che con l’apporto energetico.7
- Proteine con attività biologica. Le revisioni disponibili descrivono per le proteine del siero del latte d’asina attività antiossidante, antimicrobica e immunomodulante osservate in studi di laboratorio.7
- Profilo lipidico. La bassa percentuale di grassi e il contenuto di acidi grassi essenziali sono i due elementi che hanno portato a classificare il latte d’asina tra gli alimenti funzionali.1
Una precisazione di metodo: gran parte dei dati sulle proteine funzionali proviene da studi in vitro, cioè condotti in laboratorio e non sulla persona. Fanno eccezione gli studi sull’allergia alle proteine del latte vaccino, che sono clinici e condotti su bambini.
Lisozima e lattoferrina: le proteine funzionali
Sono le due proteine che rendono il latte d’asina interessante per la ricerca, e vale la pena spiegare cosa fanno.
Il lisozima
Il lisozima è un enzima presente anche nelle nostre lacrime e nella saliva. Agisce sulla parete cellulare di alcuni batteri, degradandone la struttura: è uno dei meccanismi di difesa più antichi che conosciamo.
Nel latte d’asina se ne trovano circa 1,0 g/L, una concentrazione paragonabile a quella del latte materno e incomparabilmente più alta di quella del latte vaccino, dove è presente solo in tracce.3
Ha anche una conseguenza pratica curiosa: è proprio il lisozima, insieme alle altre proteine ad attività antimicrobica, a spiegare perché il latte d’asina abbia naturalmente una carica batterica bassa.6
La lattoferrina
La lattoferrina è una glicoproteina che lega il ferro, da qui il nome. È il suo meccanismo principale: sottraendo ferro libero all’ambiente, rende più difficile la proliferazione dei microrganismi che hanno bisogno del ferro per moltiplicarsi.
Accanto a questo, le revisioni le riconoscono attività che non dipendono dal legame col ferro: modulazione della risposta infiammatoria e interazione con le cellule del sistema immunitario, in particolare macrofagi e linfociti.8
È una proteina molto studiata, e in ambito clinico è stata valutata in contesti diversi tra loro — dalle patologie gastroenteriche a quelle polmonari — con risultati che gli stessi autori delle revisioni descrivono come molto eterogenei a seconda della condizione e della popolazione considerata.8
Da notare che nel latte d’asina la lattoferrina è presente in quantità inferiori rispetto al latte materno. Questo è uno dei motivi per cui, negli integratori, viene spesso aggiunta come ingrediente a sé.
Gli impieghi del latte d’asina
Uso alimentare
La somiglianza con il latte materno è ciò che ha riportato il latte d’asina nell’attenzione dei pediatri, e in particolare nella gestione dei bambini allergici alle proteine del latte vaccino per i quali gli altri sostituti non erano praticabili.
Due precisazioni importanti, perché su questo punto circola molta confusione:
- Il latte d’asina non è una formula per lattanti e non ne ha la composizione — negli studi clinici è stato impiegato all’interno di percorsi nutrizionali seguiti dal pediatra, con le integrazioni necessarie.
- Allergia al latte vaccino e intolleranza al lattosio sono due cose diverse. Il latte d’asina è povero di caseina ma ricco di lattosio, quindi non è un’alternativa per chi non digerisce il lattosio. Il basso contenuto di grassi (tra lo 0,3 e l’1,8%) lo rende un alimento leggero, tradizionalmente proposto nei periodi di convalescenza e alle persone anziane.
Uso cosmetico
Qui la tradizione precede di molto la ricerca. Il latte d’asina è impiegato da secoli in saponi, creme ed emulsioni, e la cosmesi contemporanea ne ha ripreso l’uso valorizzando il contenuto di acidi grassi, aminoacidi e vitamine, apprezzati per l’effetto emolliente e idratante sulla pelle.
Resta un impiego che poggia sulla pratica cosmetica e sulla lunga tradizione d’uso, non su studi clinici comparabili a quelli visti sopra.
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Nei nostri laboratori il latte d’asina biologico, liofilizzato e pastorizzato, è uno degli ingredienti di Immuno, insieme a estratto secco di colostro, lisozima, lattoferrina, beta-glucani, selenio e zinco. La formula nasce come sostegno nei cambi di stagione.
Domande frequenti sul latte d’asina
Trasparenza e fonti
Revisione scientifica a cura di: Dott. Roberto Cammarata, Laurea in Ingegneria Biomedica — erborista dal 2012, già informatore medico-scientifico nel settore erboristico, titolare e responsabile della ricerca e formulazione dei prodotti. Dott.ssa Ilaria Facchinetti, Erborista dal 2013 — Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche. Principali fonti citate:
- Baloš MŽ et al. Donkey Milk: An Overview of its Chemical Composition and Main Nutritional Properties or Human Health Benefit Properties. J Equine Vet Sci, 2023. PMID 36649829. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Bioactive Protein Profile and Compositional Evolution of Donkey Milk Across Lactation Reflecting Its Nutritional and Functional Food Value. Foods, 2025. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
- Vincenzetti S et al. Use of Donkey Milk in Children with Cow’s Milk Protein Allergy. Foods, 2017. PMID 28239105. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
- Monti G et al. Efficacy of donkey’s milk in treating highly problematic cow’s milk allergic children: an in vivo and in vitro study. Pediatr Allergy Immunol, 2007;18:258-64. PMID 17433003. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Monti G et al. Tolerability of donkey’s milk in 92 highly-problematic cow’s milk allergic children. J Biol Regul Homeost Agents, 2012;26(3 Suppl):75-82. PMID 23158519. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Donkey milk as a non-bovine alternative: a review of its nutri-functional properties, applications, and challenges. J Food Sci Technol, 2024. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
- Nutritional Composition and Biological Activities of Donkey Milk: A Narrative Review. Foods, 2025;14(13):2337. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
- Lactoferrin, a Natural Protein with Multiple Functions in Health and Disease. Narrative review, 2025. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
- Regolamento (UE) 432/2012, elenco delle indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari. eur-lex.europa.eu.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Gli integratori alimentari non sono destinati a prevenire, trattare o curare malattie. In caso di gravidanza, allattamento, patologie o assunzione di farmaci, consulta il tuo medico prima dell’uso.

