Cos’è la clorofilla liquida
La Clorofilla Liquida Fitosofia® è un estratto idroalcolico di clorofilla naturale ricavata dall’Erba Medica (Medicago sativa L.), con una concentrazione del 7,2%.
- Principali utilizzi erboristici: ricostituente e tonico, depurativo, deodorante interno.
- Differenza chiave: forma liquida ad alta biodisponibilità, con sapore fresco di sottobosco.
- Origine: dall’Erba Medica, o Alfalfa, tra le fonti vegetali più ricche di clorofilla.
- Modo d’uso: 30-40 gocce (1 goccia per kg di peso) diluite in acqua, al mattino prima dei pasti.
Clorofilla in forma liquida
La clorofilla si forma naturalmente in quasi tutte le piante, ma la sua concentrazione varia molto: è abbondante in cavolo riccio, ortica, prezzemolo, spinaci e broccoli, ottima aggiunta a qualsiasi dieta sana.
Questo estratto idroalcolico erboristico, ad alta biodisponibilità, ha un colore verde scuro tendente al nero, una gradazione alcolica del 14% e una concentrazione di clorofilla del 7,2%.
La clorofilla è il pigmento con cui le foglie, attraverso la fotosintesi, catturano la luce del sole e la convertono in energia: è la molecola che rende verdi le piante e ne sostiene la crescita. In questo prodotto viene estratta e mantenuta in forma liquida, così da conservarne la concentrazione dichiarata del 7,2%.

La molecola gemella del sangue
C’è un dettaglio che affascina chi studia la clorofilla: la sua struttura molecolare assomiglia in modo sorprendente a quella dell’emoglobina, il pigmento che dà il colore rosso al nostro sangue. Le due molecole condividono lo stesso impianto ad anello e si distinguono soprattutto per l’atomo metallico al centro: magnesio nella clorofilla, ferro nell’emoglobina. Nella clorofilla, inoltre, l’anello di clorina parzialmente ridotto porta una lunga catena lipofila di fitolo.
È questa parentela strutturale — la stessa che le è valsa il soprannome di “sangue verde delle piante” — ad aver acceso l’interesse della ricerca.
A cosa serve
Ci sono periodi in cui ci si sente scarichi e spossati: i cambi di stagione, le settimane di stress, la fine dell’inverno, o quando l’alimentazione è povera di verdure fresche e del verde che le accompagna. È il contesto in cui, da generazioni, l’erboristeria guarda alla clorofilla e alle piante che ne sono più ricche, come l’Alfalfa.
Nella tradizione erboristica e naturopatica la clorofilla è considerata:
- un ricostituente e tonico vegetale, un “verde” da reintegrare nei periodi di stanchezza e nei cambi di stagione;
- depurativa, associata ai naturali processi di pulizia dell’organismo;
- un deodorante interno, impiegata fin dagli anni ’40 per attenuare gli odori corporei sgradevoli, un uso oggi ripreso anche dalla ricerca (vedi box);
- un aiuto per la freschezza dell’alito, anche diluita in poca acqua per sciacqui, secondo una pratica tradizionale.
Sul piano scientifico è uno dei pigmenti vegetali più studiati: la ricerca ne ha esaminato le proprietà antiossidanti, la capacità di legare alcune molecole, l’impiego come deodorante interno e gli aspetti indagati in ambito ematologico, legati alla somiglianza con l’emoglobina. Gli esiti, attribuiti alle fonti, sono raccolti nel box qui sotto.
Da dove viene estratta
Nasce dall’Erba Medica, nota anche come Alfalfa: il nome arabo significa “padre di tutti i cibi“. È una pianta dalle radici che scendono per metri nel terreno, ricca di clorofilla, vitamine, minerali ed enzimi. Da qui si ricava un estratto dal colore verde molto scuro, quasi nero, e dal caratteristico sapore di sottobosco.
La clorofilla e i suoi derivati sono oggetto di studio da tempo. Una revisione sistematica (Natural Standard, 2014) ne ha raccolto le evidenze su sicurezza e attività, e diverse ricerche ne hanno descritto le proprietà antiossidanti e la capacità di legare alcune molecole nei modelli sperimentali (revisione sulla biodisponibilità, 2020). In vitro, la clorofillina — studiata sia nella forma con rame sia in quella con magnesio — ha mostrato attività di scavenging dei radicali liberi e capacità di proteggere le LDL dall’ossidazione (Free Radic Res, 2005).
Per la storica somiglianza con l’emoglobina, la clorofilla è stata indagata anche in ambito ematologico: uno studio ha osservato un miglioramento dei parametri dell’anemia in pazienti in emodialisi trattati con una forma ferrosa di clorofilla (Xu et al., 2016). La clorofillina, inoltre, è impiegata da decenni come deodorante interno per attenuare alcuni odori corporei.
Nota: molti di questi studi utilizzano la clorofillina — il derivato idrosolubile della clorofilla, nelle forme con rame (colorante E141) o con magnesio — mentre questo estratto contiene la clorofilla naturale della pianta, non salificata.
Scheda tecnica
| Caratteristica | Valore |
| Tipo di estratto | Idroalcolico, da clorofilla naturale |
| Pianta d’origine | Erba Medica (Medicago sativa L.) |
| Concentrazione di clorofilla | 7,2% |
| Clorofilla per dose | 288 mg ogni 4 g (80 gocce) |
| Gradazione alcolica | 14% |
| Sapore | Fresco di sottobosco |
| Formato | Flacone in vetro da 100 ml con pipetta contagocce |
| Adatto a | Vegetariani |
La concentrazione del 7,2% indica quanta clorofilla è realmente presente nell’estratto: su 4 grammi (80 gocce) corrisponde a 288 mg. È il primo dato che riportiamo in tabella, perché è la misura più diretta di quanta clorofilla si assume a ogni dose.
Modo d’uso

Per tradizione si assume al mattino, come parte della routine di inizio giornata.
- Diluire in acqua o in un’altra bevanda 30-40 gocce 15 minuti prima di colazione e prima di pranzo (circa 1 goccia per kg di peso corporeo).
- In alternativa, sciogliere 1 goccia per kg in una bottiglia d’acqua e berla a piccoli sorsi durante la mattinata.
Nelle dosi consigliate è un prodotto sicuro, utilizzabile anche per periodi prolungati.
Perché si consiglia a stomaco vuoto
Alcune ricerche sulla biodisponibilità indicano che l’ambiente acido dello stomaco favorisce la conversione della clorofilla nei suoi derivati più facilmente assimilabili dalle cellule intestinali. Per questo consigliamo di assumerla a stomaco vuoto, 15 minuti prima dei pasti.
Ingredienti
Acqua, alcol etilico, clorofilla (7,2%).
Avvertenze e controindicazioni
È generalmente ben tollerata. Tra gli effetti più comuni possono comparire:
- Colorazione verde scura delle feci e verde chiara delle urine: è dovuta semplicemente al pigmento e non rappresenta un effetto dannoso.
- Disturbi gastrointestinali leggeri, soprattutto in caso di dosi elevate.
- Occasionali cefalea o vertigini.
L’Erba Medica è naturalmente ricca di vitamina K, che può interferire con i farmaci anticoagulanti e antiaggreganti: chi segue una terapia anticoagulante/antiaggregante, o terapie che agiscono sulla densità del sangue, deve sentire il medico prima dell’uso. La clorofilla può inoltre avere un’azione fotosensibilizzante: durante l’assunzione è bene proteggere adeguatamente la pelle dal sole e usare cautela se si assumono farmaci che aumentano la sensibilità alla luce. In gravidanza e allattamento, in caso di ipertensione e nei bambini, sentire sempre il medico, anche perché l’estratto contiene alcol (gradazione 14%). Non superare le dosi consigliate.
Integratori sinergici alla clorofilla liquida
La clorofilla liquida può essere abbinata ad altri prodotti della linea Fitosofia. Chiedi sempre consiglio al tuo medico o all’erborista di fiducia.
- Freschezza dell’alito: Detox, Diges. Sciacqui orali con tea tree oil (leggi gli usi del tea tree oil per la bocca).
- Tono ed energia: Vitamina C naturale, Tamarix Gallica, Magnesio organico, Integra 100% RDA.
- Memoria e concentrazione: DHA Algale, Ubichinolo (Aging-Q), macerato glicerico di betula semi.
- Nei periodi di stanchezza: Energy, Fermenti lattici, Integra 100% RDA, Vitamina C naturale.
- Sali minerali e ossa: Magnesio organico, Integra 100% RDA, Vitamina D3+K2.
- Regolarità e benessere intestinale: Perle di lino, Fermenti lattici, Aloe vera +C.
- Metabolismo e forma fisica: Kalo-One, Kalo-Two, Tintura madre di fucus.
- Capelli e unghie: Hair Nail, Aging Skin.
- Sport e recupero: Magnesio organico, Energy, Aging-OX.
- Vie respiratorie e difese: Vitamina C naturale, Carpinus betulus, Enzimi digestivi.
Domande frequenti
Trasparenza e fonti
Revisione scientifica a cura di:
Dott. Roberto Cammarata, Laurea in Ingegneria Biomedica — erborista dal 2012, già informatore medico-scientifico nel settore erboristico, titolare e responsabile della ricerca e formulazione dei prodotti.
Dott.ssa Ilaria Facchinetti, Erborista dal 2013 — Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.
Principali fonti citate:
- Natural Standard Research Collaboration. An evidence-based systematic review of chlorophyll. J Diet Suppl, 2014. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Update on the bioavailability and chemopreventative mechanisms of dietary chlorophyll derivatives. Nutr Res, 2020. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Copper- and magnesium protoporphyrin complexes inhibit oxidative modification of LDL (studio in vitro). Free Radic Res, 2005. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Xu X. et al. Effects of sodium ferrous chlorophyll treatment on anemia of hemodialysis patients. J Biol Regul Homeost Agents, 2016. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Ministero della Salute, DM 10 agosto 2018 e allegati — impiego di sostanze e preparati vegetali (botanicals) negli integratori alimentari. salute.gov.it.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Gli integratori alimentari non sono destinati a prevenire, trattare o curare malattie. In caso di gravidanza, allattamento, patologie o assunzione di farmaci, consulta il tuo medico prima dell’uso.

