Perché il Coenzima Q10 è indispensabile durante l’assunzione di statine

Il Coenzima Q10 è un nutriente vitale che, tra i numerosi benefici, svolge un ruolo chiave nella produzione di energia (ATP). È il più potente antiossidante liposolubile naturalmente presente in tutte le nostre cellule in due forme molecolari: ubichinone e ubichinolo.

Affinché il corpo sia in grado di assimilarlo, deve convertire l’ubiquinone in Ubiquinolo, essendo quest’ultimo la forma attiva di CoQ10.

Con l’avanzare dell’età, e in particolare dopo i 21 anni, la produzione e i livelli di Coenzima Q10 iniziano a calare.

Inoltre l’assunzione di farmaci come statine, ma anche lo stress e diverse malattie (insufficienza cardiaca, ipertensione pressione, alcune malattie muscolari o il morbo di Parkinson) sono condizioni in cui la domanda di CoQ10 è elevata… Ma sia la produzione di Coenzima Q10 sia la conversione di ubichinone in ubichinolo rallentano.

Sia in condizioni di vita normali sia in sussistenza di queste problematiche, assumere integratori di Ubiquinolo, come AgingQ, è fondametale per la longevità e per la qualità della vita.

Coenzima Q10 ed assunzione di statine

assunzione di statine e Coenzima Q10

Il dott. Langsjoen ha presentato per la prima volta i suoi studi sul legame tra statine e deficit del Coenzima Q10 a Roma nel 1990.

Un membro della platea reagì esclamando: “Ma questo è terrorismo farmaceutico!”; la risposta del relatore non si fece attendere: “Sì, ma chi è il terrorista?”.

Nello stesso anno la casa farmaceutica Merck, sensibile a queste ricerche, cercò di produrre una formulazione contenente statine e CoQ10 per prevenire i danni muscolari ed a carico del fegato ma l’iniziativa non ebbe successo per via del costo elevato.

In particolare, le statine agiscono inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi e riducono la produzione endogena di colesterolo intervenendo sulla via del mevalonato.

Questo pathway di segnalazione cellulare è anche responsabile della produzione di Coenzima Q10. Di conseguenza possiamo affermare che tutti i pazienti che assumono questi farmaci subiscano un’alterazione dei livelli di coenzima indipendentemente dall’insorgenza di sintomi(1).

Raramente si osserva una supplementazione in questi soggetti e quasi nella totalità dei casi i clinici propongono un’integrazione forse solo dopo l’insorgenza dei sintomi o un’alterazione degli esami ematochimici (per esempio CPK). Ciò non avviene mai in forma preventiva.

La pratica clinica, infatti, suggerisce piuttosto lo switch con un’altra statina per valutarne l’impatto sugli effetti collaterali.

Numerose sono le evidenze scientifiche che dimostrano una riduzione fino al 40% del Coenzima Q10 dopo l’assunzione di statine (2). D’altronde è questo il motivo per cui si verificano gli effetti collaterali più frequentemente associati con questi farmaci:

  • astenia,
  • affaticamento muscolare,
  • mialgie,
  • in alcuni casi disturbi della memoria a breve termine(3).

Tutti i pazienti che assumono le statine dovrebbero assumere un integratore a base di CoQ10 per tutta la durata della terapia.

Qual è invece il consiglio per i pazienti che assumono monacolina k, estratta dalla fermentazione del riso rosso con la stessa funzione delle statine?

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Assunzione di monacolina K e Coenzima Q10

La monacolina K è l’equivalente della lovastatina di sintesi, perciò agisce ugualmente bloccando la via del mevalonato e di conseguenza la produzione endogena di Coenzima Q10.

Anche per chi sceglie l’alternativa naturale si rende quindi necessaria una supplementazione.

Vista questa necessità, sempre più nutraceutici sul mercato contengono il coenzima. Tuttavia, sia la formulazione che il dosaggio non assicurano un’adeguata biodisponibilità, quindi dobbiamo attenderci risultati inferiori rispetto all’assunzione dell’integratore AgingQ.

Sul mercato degli integratori, infatti, la maggioranza dei prodotti a base di Coenzima Q10 contiene molecole non liposolubili, con formulazioni che per via orale causano l’assorbimento di una quota molto bassa di principio attivo (circa il 5%).

Nonostante gli studi riportino un’efficacia della supplementazione a partire da 100 mg, la formulazione più frequente sul mercato riporta un dosaggio medio di 30 mg.

Questa scelta commerciale, giustificata dagli elevati costi di produzione, unitamente alla preferenza per la forma ossidata (ubichinone) ha inciso sfavorevolmente sull’opinione che i clinici hanno del Coenzima Q10.

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AgingQ, la soluzione al malassorbimento del Coenzima Q10

AgingQ è un integratore alimentare di Coenzima Q10 in forma ridotta, arricchito con Vitamina B1, B3 e Zinco. Il processo produttivo brevettato dell’Ubiquinolo Kaneka ™ lo mantiene non ossidato ed identico alla forma del Coenzima Q10 presente nell’organismo, pronto per svolgere le proprie funzioni fisiologiche senza richiedere ulteriori elaborazioni metaboliche.

Questo integratore di Ubiquinolo è conservato in capsule di ultima generazione ad alta protezione OceanCaps®, per proteggere l’ubiquinolo dall’ossidazione legata a fattori esterni.

Ubiquinolo Kaneka è prodotto secondo standard di buona pratica di produzione GMP (Good Manufacturing Practice) per preservare la massima efficacia.

Grazie alla fermentazione del lievito al 100%, l’Ubichinolo è identico alla forma presente nell’organismo.

L’assunzione di AgingQ non impedisce o riduce la produzione del CoenzimaQ10 da parte dell’organismo e test approfonditi hanno assicurato la sua completa efficacia e sicurezza.

L’assunzione di Ubichinolo con vitamina B1 che contribuisce al normale funzionamento del cuore, la vitamina B3 che aiuta a ridurre la stanchezza e l’affaticamento e aiuta a mantenere la pelle in condizioni normali e lo zinco che aiuta proteggere le cellule dal danno ossidativo e mantenere la normale fertilità e riproduzione.

Bibliografia:

  1. Evidence of plasma CoQ10-lowering effect by HMG-CoA reductase inhibitors: a double-blind, placebo-controlled study. J Clin Pharmacol. 1993; 33: 226-229
  2. Ghirlanda G., Oradei A., Manto A., et al. Evidence of plasma CoQ10-lowering effect by HMG-CoA reductase inhibitors: a double-blind, placebo-controlled study. J Clin Pharmacol. 1993;33((3)):226–229.
  3. Wagstaff LR, Mitton MW, Arvik BM, Doraiswamy PM. Statin-Associated Memory Loss: Analysis of 60 Case Reports and Review of the Literature. Pharmacotherapy. 2003;23:871–880.