Lesioni da decubito: prevenzione e trattamento

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La prevenzione delle lesioni da decubito (piaghe) è una priorità nell’assistenza alla persona anziana e non autosufficiente.

Intervenire seguendo le linee guida corrette impedisce che la lesione si formi, evitando un percorso lungo, doloroso e spesso impegnativo sia sul piano fisico sia su quello emotivo.

La cute (l’epidermide) è formata da un epitelio squamoso stratificato: mantenerla integra è fondamentale per la salute della persona, a prescindere dall’età. È il rivestimento esterno del corpo e la prima barriera di difesa contro gli agenti esterni — chimici, meccanici, batteriologici, fisici. Una cute in salute contribuisce al mantenimento della sensibilità somatica e del controllo dei recettori del dolore, converte i precursori inattivi in vitamina D e regola la temperatura corporea attraverso la secrezione del sudore, il meccanismo con cui l’organismo elimina anche le tossine prodotte dai processi metabolici.

Chi potrebbe sviluppare una lesione da decubito (piaga)?

  • persone con ridotta attività motoria, a prescindere dall’età;
  • persone con carenze nutrizionali importanti;
  • persone con insufficienza del circolo, in particolare del circolo periferico, e scarsa perfusione tissutale;
  • persone con una storia clinica di precedenti lesioni da decubito.

Quali segnali clinici indicano un potenziale rischio di formazione di lesioni da decubito?

La cute segnala che la persona potrebbe sviluppare una lesione da decubito attraverso alcuni sintomi da tenere sempre sotto controllo.

  • eritema che non scompare alla digitopressione;
  • dolorabilità o dolore nella zona cutanea interessata;
  • dolori crampiformi o puntori, a comparsa improvvisa;
  • calore localizzato nella zona.

Lesioni da decubito: zone a rischio

Le zone del corpo dove le lesioni da decubito si sviluppano più facilmente sono le seguenti:

  • zona occipitale;
  • scapole;
  • osso sacro;
  • talloni;
  • orecchio;
  • spalle;
  • malleolo;
  • gomito.

Vanno prese in considerazione anche tutte le zone del corpo dove sono presenti pliche cutanee: al loro interno, la sudorazione o un’igiene inadeguata possono intaccare la barriera cutanea e favorire la formazione di vere e proprie lesioni.

Cosa fare in presenza di lesioni da decubito

  • rimuovere ogni causa di attrito o di pressione;
  • mobilizzare almeno ogni due ore la persona che non può farlo autonomamente;
  • favorire il circolo periferico con una riabilitazione passiva e dolce, senza creare stress fisico né emotivo;
  • assicurare un’igiene della cute con prodotti delicati che non alterino il fisiologico pH cutaneo, asciugando poi la pelle tamponandola delicatamente per evitare irritazioni;
  • applicare una crema idratante.

Queste accortezze servono a proteggere la cute a rischio — quella cioè ancora integra, ma esposta per pressione, sfregamento o umidità prolungata. Se invece la lesione si è già formata, anche solo come un arrossamento che non scompare o una piccola erosione della pelle, è il momento di far valutare la persona da un medico o da un infermiere esperto in wound care: solo una valutazione clinica permette di stabilire lo stadio della lesione e la medicazione più adatta. Non serve aspettare che la situazione peggiori per chiedere questo confronto.

La cura della pelle nella fase di prevenzione: oli vegetali ed essenziali

Piaghe da decubito oli essenziali
Sulla pelle ancora integra ma esposta al rischio, la cura quotidiana può essere accompagnata da oli vegetali e oli essenziali, impiegati in erboristeria per le loro proprietà lenitive ed emollienti. Sono pensati come supporto alla routine di igiene e idratazione della pelle integra: su una lesione già aperta non vanno usati al posto della medicazione indicata da un professionista, a meno che non sia lui/lei stesso a consigliarli.

Gli oli vegetali più indicati sono i seguenti:

  • Oleolito di Iperico: nella tradizione erboristica è impiegato per le sue proprietà lenitive ed emollienti, utile nella cura quotidiana delle zone cutanee più sollecitate. È bene ricordare che l’iperico è fotosensibilizzante: dopo l’applicazione, evitare l’esposizione diretta al sole della zona trattata.
  • Oleolito di Calendula: nella tradizione erboristica è usato per la sua azione lenitiva — ammorbidisce la pelle secca e aiuta a contrastare le screpolature superficiali.

Gli oli essenziali più indicati sono:

  • Tea tree oil: nella tradizione erboristica è impiegato per la sua azione purificante sulla pelle. Essendo un olio essenziale puro, va sempre diluito prima dell’uso e mai applicato sulla pelle così com’è.
  • Olio essenziale di Lavanda: nella tradizione erboristica è apprezzato per la sua azione lenitiva e rilassante, ed è tra gli oli essenziali più delicati sulla pelle. Anche in questo caso, diluire sempre prima dell’applicazione.

Ecco cosa fare:

  1. prepara la prima miscela con 5 ml di oleolito di Calendula, 5 gocce di Lavanda e 5 gocce di Tea tree oil;
  2. prepara la seconda miscela con 5 ml di Gel di Aloe, 2 gocce di Lavanda e 2 gocce di Tea tree oil;
  3. applica le due preparazioni sulla pelle integra delle zone a rischio, alternandole a distanza di 6-8 ore.

Prima di introdurre una nuova routine di cura della pelle in una persona anziana, fragile o in terapia farmacologica, è buona norma parlarne con il medico curante o con il personale infermieristico che la segue — soprattutto in presenza di allergie note, pelle molto sottile o farmaci anticoagulanti.