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Stitichezza: sintomi, cause e rimedi naturali

Stitichezza: Sintomi cause e rimedi naturali

La stitichezza è una problematica spiacevole molto diffusa. Scopriamo insieme quali sono le cause ed i sintomi, e come possiamo liberarcene.


Cos’è la stitichezza?

La stitichezza, o stipsi, è un disturbo molto diffuso, caratterizzato da una riduzione della frequenza della defecazione e/o da una difficoltà fisica nello svuotamento del retto. Le feci risultano generalmente dure, la defecazione è dolorosa e richiede sforzo; inoltre si associa frequentemente un fastidioso ingombro intestinale e talvolta dolori addominali di tipo colico. 

Al di là dei fastidi che si avvertono, l’aspetto più pericoloso della stitichezza è il fatto che nell’intestino ristagnano tossine, materiali di scarto e sostanze precancerose che intossicano l’organismo.

Mantenere regolare il transito intestinale è di fondamentale importanza per il nostro benessere: in questo modo si riducono sensibilmente fermentazioni e gonfiori, viene ostacolata la proliferazione di organismi patogeni e tossine e si previene l’insorgenza di numerose patologie.

Cause della stitichezza

Il fenomeno della costipazione intestinale (stitichezza) è un disturbo molto comune che rappresenta nello stesso tempo un sintomo e una causa di disordini intestinali. Elenchiamo qui di seguito le possibili cause della stitichezza:

  • carenza di fibre nella dieta
  • abuso di farmaci
  • scarsa attività fisica
  • abitudine a rinviare l’evacuazione
  • invecchiamento
  • intestino irritabile
  • stress 
  • interventi chirurgici
  • gravidanza

Sintomi della stitichezza

I sintomi tipici della stitichezza cronica sono i seguenti:

  • evacuazioni non frequenti (meno di 1 volta ogni 3 giorni)
  • feci dure, secche  e frammentate
  • senso di incompleto svuotamento
  • gonfiori e fermentazioni
  • dolore durante l’evacuazione
  • necessità di estrazione manuale
  • dolore anale o emorroidi
  • nausea e mal di testa
  • bocca amara

Significato della stipsi in metamedicina

La metamedicina si occupa della parte sommersa, che riguarda la parte inconscia, legata ai sentimenti ed alle emozioni. In questo ambito, l’intestino è collegato alla nostra capacità di trattenere, assorbire e lasciare andare.

La stitichezza rappresenta la volontà di trattenersi. Ci tratteniamo per paura di fallire, di sbagliare, per l’eccessiva riservatezza (timidezza) o per il rifiuto di lasciar andare. Ciò è direttamente collegato alla paura di non essere amati o di essere abbandonati. La stitichezza può anche indicare che ci teniamo aggrappati a convinzioni che ci danno sicurezza.

Ansie, paure, pensieri ricorrenti, fobie, ed in generale gli stati emotivi riconducibili ad un eccesso di difesa, possono generare una contrazione della muscolatura liscia, non direttamente controllata dalla volontà dell’individuo.

Le emozioni che causano stitichezza

Cenni di anatomia e fisiologia dell’intestino

ll tratto gastrointestinale è una delle maggiori interfacce tra il mondo esterno e l’ambiente interno umano. Dalla bocca all’ano forma un tubo lungo nove metri che si stima copra circa 250-400 mq e comprende: bocca, faringe, esofago, stomaco, intestino tenue ed intestino crasso. 

Anatomia dell'intestino cenni

L’intestino tenue

L’intestino tenue è la parte più tortuosa e lunga dell’apparato digerente, è lungo fino a 4 metri e collega lo stomaco con l’intestino crasso. È suddiviso in duodeno, digiuno e ileo. qui avviene la maggior parte della digestione e dell’assorbimento dei nutrienti.

La superficie dell’intestino tenue si presenta sollevata in pieghe trasversali; queste pieghe sono sollevate in villi che a loro volta sono ricoperti da un epitelio in cui la superficie apicale è formata da microvilli (l’epitelio del villo si rinnova ogni 3-6 giorni). Questa particolare struttura aumenta esponenzialmente la superficie intestinale, rendendo l’assorbimento di acqua e nutrienti il più efficiente possibile. Man mano che l’assorbimento procede, il contenuto intestinale si impoverisce di sostanze nutritive assumendo un aspetto più consistente, avanzando sotto la spinta della peristalsi nell’intestino crasso.

L’intestino crasso

L’intestino crasso è lungo 1,5m ed ha un diametro di 6,5cm; qui la digestione è praticamente nulla, ma avvengono processi fermentativi e putrefattivi dovuti alla presenza della flora intestinale. La fermentazione batterica porta alla produzione di acidi grassi a catena corta, che costituiscono la primaria fonte di energia per le cellule intestinali. Nel crasso avviene anche l’assorbimento di acqua; di conseguenza la massa fecale diventa sempre più consistente ed è ricca di scorie e sostanze non digerite.

Funzioni della flora batterica intestinale

Ogni porzione del tratto gastrointestinale è colonizzata da una microflora specifica, la cui composizione è il risultato dell’adattamento alle condizioni ambientali locali e delle interazioni di tipo commensalistico o parassitico che si stabiliscono sia tra i componenti della comunità microbica stessa, sia tra questa e l’organismo ospite.

Queste comunità microbiche sono state forgiate nel corso di millenni di evoluzione in cui è stato raggiunto un rapporto simbiotico tra l’intestino e le colonie batteriche. Dalla nascita, una sana flora intestinale contribuisce allo sviluppo della funzione intestinale, sostiene il sistema immunitario, contribuisce alla regolazione e alla manutenzione della barriera intestinale, fornisce protezione contro le infezioni e promuove la tolleranza agli alimenti. La maggior parte delle specie microbiche intestinali da luogo ad interazioni simbiotiche tra ospite e batteri che sono fondamentali per la salute umana.

Varietà della microflora intestinale

La microflora del tratto gastrointestinale rappresenta un ecosistema di elevata complessità. Nel nostro intestino sono state ad oggi identificate fino a 500 specie di batteri diversi, appartenenti ad oltre 50 generi, con un contenuto luminale complessivo di circa 100.000 miliardi di batteri, che rappresentano approssimativamente 10 volte il numero di cellule somatiche del corpo umano. 

Il ruolo della microflora sul transito intestinale

La concentrazione della flora batterica varia lungo il tratto digerente ed aumenta esponenzialmente in senso oro-fecale: nello stomaco e nel primo tratto del tenue si ha una bassa concentrazione di batteri (10-10.000 per grammo di contenuto) dovuta essenzialmente alla presenza di acido, bile e succo pancreatico non favorevole al loro sviluppo ed all’attività motoria propulsiva che impedisce una colonizzazione stabile spingendo il contenuto del lume verso l’ileo. La concentrazione batterica aumenta via via lungo l’intestino per arrivare a 100-1.000 miliardi per grammo nel colon.

L’aspetto delle feci

Le feci normali hanno l’aspetto di una salsiccia spessa 3-4 cm e lunga 15-20 cm e sono ricoperte da un leggero strato di muco trasparente. Il meccanismo di concentrazione della materia fecale è estremamente preciso: le feci avranno una consistenza normale se l’86% dell’acqua viene riassorbita; se invece la percentuale di acqua riassorbita è dell’88% le feci avranno un aspetto troppo compatto, se la percentuale di acqua riassorbita scende sotto l’82% esse saranno eccessivamente fluide.

Il colore marrone chiaro o scuro dipende dalla percentuale di pigmenti biliari, e in via secondaria, dalla presenza di residui di alcuni alimenti come spinaci, barbabietole, carote, mirtilli e cioccolato.

Le feci sane hanno poco odore; quest’ultimo è dovuto alla presenza di alcune sostanze chimiche, in particolare scatolo e indolo, prodotte dai batteri a partire dall’amminoacido triptofano non assimilato. Un odore acido o molto forte è sintomo di qualche possibile anomalia.

Il peso delle feci varia da 160 a 250 grammi e nei vegetariani può raggiungere anche i 350g. In presenza di disturbi o alterazioni del tubo digerente, la massa fecale può aumentare per ipersecrezione e iperesquamazione o per forme acute di diarrea; viceversa può diminuire quando gli apporti da fegato, pancreas e dalla mucosa intestinale risultano meno abbondanti.

Valutazione dell’aspetto delle feci

Tabella di Bristol: per valutare l'aspetto delle feci

Le scorie che eliminiamo dal nostro organismo attraverso le feci e le urine sono un significativo indicatore dello stato di benessere del nostro intestino e del nostro organismo in generale. Se osservate attentamente e secondo specifici criteri possono rappresentare un segnale importante per diversi disturbi.

Per adottare un approccio scientifico alla valutazione dell’aspetto delle feci esiste una scala che viene utilizzata come strumento diagnostico, la Bristol Stool Chart nella quale le feci umane sono classificate in sette categorie in base alla loro forma e consistenza.

Le persone che soffrono di stipsi tendono ad avere feci dall’aspetto simile ai tipi 1 e 2; coloro che, al contrario, soffrono di diarrea rientrano nelle categorie 5, 6 e 7. Le categorie 3 e 4 rappresentano le feci dalla forma e consistenza più auspicabile e sono associate ad uno stato di benessere generale.

Consigli per favorire il transito intestinale

Assumere adeguate quantità di fibre e di acqua

Al fine di garantire il corretto transito intestinale, risulta di particolare importanza l’assunzione di alimenti ricchi di fibre e di almeno 2 litri di acqua al giorno, bevuta tal quale o sotto forma di tisana. L’assunzione combinata di acqua e fibre favorisce l’aumento del volume delle feci, attivando così la peristalsi e facilitando lo scorrimento delle feci attraverso l’intestino. Un’alimentazione basata su cereali integrali, verdura (se possibile cruda), frutta e semi oleaginosi garantisce un adeguato apporto di fibre.

Attenzione! Assumere grandi qualità di fibre senza un adeguato apporto di liquidi può essere controproducente. La presenza di un accumulo di fibre non idratate nell’intestino può generare la formazione di fecalomi, masse fecali molto dure che si bloccano nella parte bassa del retto ostacolandone l’espulsione.

L’attività fisica combatte la stipsi

Praticare un’attività fisica leggera ma costante è fondamentale per migliorare il tono della muscolatura liscia intestinale: quest’ultima attiva meccanicamente la peristalsi, promuovendo la progressione degli alimenti lungo il tratto digerente. È altrettanto importante evitare di rimandare l’evacuazione al presentarsi dello stimolo: ignorarlo ripetutamente può causare alterazioni nel riflesso della defecazione fino a compromettere la percezione dello stimolo.

La posizione corretta per l’evacuazione

Anche la posizione per l’evacuazione fecale è un fattore da non sottovalutare: la posizione seduta contrasta gli sforzi di evacuazione e favorisce la comparsa di ernie ed emorroidi. Al contrario, la posizione accovacciata crea una pressione dei muscoli inferiori contro l’addome determinando una migliore evacuazione e un minore rischio di emorroidi. Per assumere la posizione accovacciata sul water casalingo è sufficiente posizionare sotto i piedi uno spessore di 20-30cm.

Posizione corretta in caso di stitichezza

Massaggi addominali ed esercizi di respirazione

Può essere una buona pratica quella di massaggiare l’addome con piccoli movimenti circolari del palmo della mano attorno all’ombelico, second

o il senso fisiologico nell’intestino ovvero da destra verso sinistra (senso orario).  Questa pratica, da eseguire quotidianamente, stimola ulteriormente l’attivazione della peristalsi. Inoltre il massaggio può essere un valido aiuto per contrastare tensioni e stress, che possono aggravare la stitichezza.

Anche gli esercizi di respirazione addominale o “diaframmatica” possono aiutare in caso di stitichezza. Questo tipo di respirazione coinvolge il diaframma, il muscolo che separa la cavità addominale da quella toracica. La respirazione diaframmatica è molto lenta e profonda, ed oltre a favorire il rilassamento, genera un massaggio addominale che può attivare la peristalsi intestinale.

Per praticarla è sufficiente sdraiarsi in posizione supina, appoggiando una mano sul torace e l’altra sull’ombelico; in seguito si inspira lentamente e profondamente riempiendo l’addome come un palloncino e facendo sollevare l’ombelico verso il soffitto, cercando di non muovere il torace; dopo aver trattenuto il respiro per 2-3 secondo si espira lentamente, abbassando l’ombelico verso la colonna vertebrale e così via per 15 minuti. Questo semplice esercizio può essere praticato ogni giorno sia per aiutare il transito intestinale, sia per ritrovare serenità e placare le ansie.

Come massaggiare la pancia per la stitichezza

Enteroclismi

L’enteroclisma è una procedura di salute molto antica che stimola l’evacuazione delle feci grazie alla sola azione idratante-meccanica dell’acqua, senza alcuna controindicazione. È un trattamento molto utile in caso di stitichezza poiché aiuta ad eliminare gli elementi di scarto trattenuti nel colon.

L’individuo medio può trattenere anche 5 kg di rifiuti all’interno dell’intestino crasso. Inserire periodicamente un enteroclisma intestinale nella routine di depurazione dell’organismo è sicuramente vantaggioso per la salute, in termini sicuramente più ampi ed importanti rispetto al semplice svuotamento intestinale.

Alimentazione per contrastare la stitichezza

Quando il transito intestinale è rallentato importante correggere immediatamente gli errori alimentari per favorire il ritorno ad una situazione di equilibrio.

Alimenti consigliati

In caso di stitichezza è importante assumere un adeguato apporto di fibra che non dovrebbe mai scendere al di sotto di 20-35g al giorno. La fibra si può trovare con facilità nella verdura, nella frutta fresca e secca, nei legumi e nei cereali integrali. In caso di diete povera di alimenti vegetali occorre aumentare la quantità totale di fibre in maniera graduale fino a raggiungere i valori consigliati nell’arco di due o tre settimane, per non scatenare disturbi gastrointestinali come gonfiore, meteorismo, dolori addominali e coliti.

Tra gli alimenti da preferire consigliamo kiwi, carciofi, prugne secche, banane mature, uva, mandorle. olio extravergine di oliva. Assumere yogurt naturale e senza zuccheri può aiutare a ristabilire una buona flora batterica.

Bere una tazza di acqua tiepida può essere una buona abitudine per la mattina, in quanto favorisce l’attività intestinale.

Alimenti da evitare o ridurre

Sono da evitare gli alimenti industriali, trattati ed elaborati, come quelli affumicati e ricchi di conservanti, additivi e coloranti in quanto possono irritare ed alterare la flora batterica. In particolare: la farina bianca ed i suoi derivati come prodotti da forno, pane o biscotti. Latte e formaggi possono irritare l’intestino e generare disbiosi intestinale; l’alcol altera la permeabilità dell’intestino. Evitare anche tutte le bevande zuccherate, gassate e ricche di coloranti artificiali che possono generare gonfiori ed irritazioni intestinali, preferendo sempre il consumo di acqua.

Gli alimenti troppo sapidi, salati o piccanti surriscaldano l’apparato digerente, creando infiammazione latente che danneggia la flora batterica. Evitare anche i cibi fritti, cioccolato, carni fibrose e salumi.

In generale è bene limitare il consumo anche di alcuni alimenti, che, seppur sani, hanno notoriamente proprietà astringenti come: riso bollito, carote crude o bollite, mele crude, banane poco mature, limoni, mirtilli, tè nero, vino rosso. L’effetto astringente di questi alimenti è dovuto alla presenza di alcune sostanze, soprattutto tannini e polifenoli, che favoriscono la produzione di feci poco idratate e molto compatte.

Rimedi naturali per la stitichezza

In caso di stitichezza e alterazioni intestinali la fitoterapia può offrire un valido aiuto. Presentiamo qui di seguito alcuni integratori naturali Fitosofia, utili per favorire il recupero di una corretta motilità intestinale:

Perle di Lino

Le Perle di Lino sono un rimedio naturale estremamente delicato per stimolare il transito e lenire la mucosa.

L’Olio estratto a freddo dai semi di Lino aumenta la lubrificazione delle feci e ne facilita lo scorrimento attraverso l’intestino senza provocare irritazione; nel contempo, favorisce la protezione della mucosa intestinale, la lenisce ed aiuta a prevenire e contrastare le infiammazioni, stimolando delicatamente il transito intestinale. Questo rimedio è adatto a tutti ed è totalmente privo di controindicazioni.

Fermenti lattici Migliora

In caso di stitichezza il materiale fecale va incontro a disidratazione e i lattobacilli, che rappresentano la cosiddetta flora acida, si riducono fino a scomparire. Ciò comporta il venir meno della barriera di protezione acida con la conseguente crescita di batteri putrefattivi (es. Clostridium perfrigens), i quali si sviluppano meglio in un ambiente basico. La proliferazione di questi batteri genera fenomeni di putrefazione con meteorismo e liberazione di sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene. 

Inoltre, in condizioni normali, ben un terzo della massa fecale è costituita da microrganismi intestinali. Pertanto, una riduzione della flora batterica può comportare l’insorgenza o l’accentuazione della stitichezza, in quanto una ridotta massa fecale risulta insufficiente ad attivare meccanicamente lo stimolo all’evacuazione. In aggiunta, un transito intestinale rallentato comporta un maggiore riassorbimento di acqua, che riduce ulteriormente il volume fecale, innescando in tal modo un circolo vizioso che tende a mantenere una condizione di rallentato flusso intestinale.

Per tali ragioni il mantenimento o il ripristino di una flora intestinale normale è il requisito indispensabile per prevenire o contrastare la stitichezza. I Fermenti Lattici Migliora contengono 5 ceppi di batteri, già naturalmente presenti nel nostro intestino, e selezionati per aderire e proliferare in tutto l’intestino, lungo ben 6-7 metri.

I Fermenti Migliora contengono anche fibre prebiotiche, sostanze in grado di favorire la crescita di ceppi batterici positivi, di proteggere la mucosa intestinale e di migliorare l’assorbimento di vitamine e minerali.

Depurativo epatico Detox

La riattivazione della funzionalità epatica è molto importante per coadiuvare il transito intestinale. Detox Migliora stimola la digestione dei grassi, promuove il drenaggio delle tossine accumulate e contrasta gonfiori e ritenzione idrica.

La bile, prodotta dal fegato, interviene direttamente nella motilità e nella capacità contrattile dell’intestino; quando essa è troppo densa o scorre con difficoltà è facile avvertire stitichezza, gonfiore e senso di pesantezza. Le piante contenute nel nostro depurativo epatico naturale stimolano il rilascio di una bile più fluida e di miglior qualità, coadiuvando la funzione intestinale in maniera delicata.

Detox è un prodotto sicuro e consigliato per tutti. E’ indicato anche per coloro che soffrono di ipertensione, problemi tiroidei e diabete.

Succo di Aloe Vera con polpa

Il Succo di Aloe Vera è ricchissimo di mucillagini ed enzimi che aiutano il transito e riducono le infiammazioni, contribuendo a regolarizzare gli squilibri intestinali. La formulazione dell’Aloe Vera Fitosofia contiene vero Gel e Polpa di Aloe Vera ed è priva di composti antrachinonici quali aloina e barbaloina, lassativi irritanti per l’intestino.

In questo modo l’Aloe Vera contribuisce a regolarizzare gli squilibri intestinali in maniera delicata e naturale fornendo tutti gli enzimi necessari alla digestione e mucillagini che rendono le feci più morbide, stimolando la progressione del contenuto intestinale. 

Dall’altro lato, l’Aloe può essere un ottimo coadiuvante anche in caso di colite, diarrea in quanto la presenza di componenti con attività antinfiammatoria, antibatterica ed antisettica aiuta a normalizzare il transito intestinale e lenire la mucosa infiammata.

Tisane

Può essere una buona pratica, soprattutto per chi tende a bere poco, quella di preparare giornalmente una tisana (di almeno 1 litro) da bere nel corso della giornata, a base di piante come Malva, Piantaggine, Psillio, Altea, Finocchio etc, accomunate dalla presenza di mucillagini, sostanze naturali che rendono le feci più morbide e stimolano la progressione del contenuto intestinale, senza controindicazioni. 

Ricetta del Decotto di semi di psillio per la stitichezza:
Portare ad ebollizione 1L di acqua; aggiungere 30-40 grammi di semi di psillio e far bollire a fiamma dolce per 4 minuti. In seguito filtrare i semi e bere 2-3 tazze di decotto di semi di psillio al giorno.

Floriterapia

Rock Water è il rimedio della stipsi cronica da autocontrollo. È il fiore della persona rigida, intransigente, controllata che si priva di ogni gioia a causa di una visione troppo rigida della vita, c’è un rifiuto profondo a lasciarsi andare; la persona è severa, repressa, strutturata da rigide convinzioni, perfezionista e ostinata. In questo caso, l’assunzione di 4 gocce 4 volte al giorno di Rock Water può essere decisamente di aiuto. Approfondire gli aspetti emotivi può essere più semplice attraverso un aiuto esterno. Nel caso, può essere una buona decisione valutare una consulenza di naturopatia in privato.

Il fiore di Bach della stitichezza

Note sull’utilizzo dei lassativi antrachinonici

Cosa sono e come agiscono

I lassativi antrachinonici fanno parte dei cosiddetti lassativi da contatto; essi sono caratterizzati da principi attivi appartenenti alla famiglia dei chinoni, presenti nelle cortecce, nelle foglie, nei legni o nelle radici di molte piante come la Senna, Frangola, Rabarbaro ed altre.

Esercitano la loro azione in due modi: irritano le cellule della muscolatura liscia intestinale e stimolano il rilascio di cloruro da parte delle pareti intestinali, cui segue per osmosi un flusso di acqua e sodio (Na+) che si accumula nel lume intestinale. L’effetto finale consiste in un aumento delle contrazioni, della peristalsi e del volume e della fluidità delle feci e nella riduzione del tempo di transito.

Effetti collaterali di questi lassativi

I lassativi antrachinonici, anche se naturali, dovrebbero essere utilizzati solo raramente come terapia a breve termine per risolvere problemi contingenti. Il loro utilizzo prolungato provoca una serie di effetti collaterali quali:

  • scolorimento delle urine
  • eccessiva perdita di acqua e sali minerali
  • fenomeni allergici
  • congestione delle emorroidi 
  • crampi addominali
  • melanosi reversibile del colon dovuto al danneggiamento delle cellule della mucosa intestinale.

Il loro utilizzo contrasta l’assorbimento dei nutrienti e può indurre abitudine e tolleranza. I lassativi antrachinonici sono prodotti ad azione sintomatica con controindicazioni progressive specialmente su utilizzati per lunghi periodi. Utilizzarli tutti i giorni non rientra nelle buona pratiche di salute.

Riassumendo: cosa fare in caso di stipsi

  • Cerca di bere più acqua o tisane
  • Scegli correttamente la tua alimentazione, preferendo i piatti ricchi di fibre ed evitando certi alimenti
  • Cerca di risolvere eventuali problematiche circostanziali che ti generino ansie, stress o paure
  • Pratica ogni giorno attività fisica anche se leggera: puoi camminare, nuotare, correre e tanto altro
  • Assumi una posizione corretta per l’evacuazione
  • Pratica massaggi addominali ed esercizi di respirazione
  • Di tanto in tanto pulisci l’intestino con l’enteroclisma
  • Utilizza integratori naturali privi di controindicazioni

… e nel caso tutto questo non bastasse, contatta pure i nostri esperti, sicuramente potremo spiegarti ancora qualcosa.

Del Dott Cammarata
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