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Reflusso gastroesofageo: rimedi naturali per le difficoltà digestive

Reflusso gastroesofageo: rimedi naturali migliori

REFLUSSO GASTROESOFAGEO: SINTOMI E CAUSE

Quando mangiamo, il cibo ingerito attraversa il canale esofageo e viene riversato nello stomaco; questi due organi sono messi in comunicazione dal cardias. Questa valvola in condizioni normali si apre per permettere il passaggio del cibo per poi richiudersi, in modo da evitare che il cibo ritorni su. Quando il cardias non svolge correttamente la sua funzione può manifestarsi il reflusso gastroesofageo, un disturbo legato alla risalita del cibo e dei succhi acidi dallo stomaco all’esofago.

Le pareti dell’esofago, non essendo adatte strutturalmente a ricevere un contenuto così acido, si irritano e si infiammano. Questo disturbo colpisce quasi 1 persona su 3 nella popolazione occidentale, generalmente nella fascia di età oltre i 40 anni.

Reflusso gastroesofageo sintomi

Sintomi reflusso gastroesofageo

I sintomi del reflusso gastroesofageo possono essere diversi e comparire sia poco dopo il pasto sia durante le ore notturne, quando il corpo assume una posizione coricata. Questi sintomi possono coinvolgere anche apparati adiacenti, per esempio possono insorgere tosse stizzosa cronica o dolore al petto, inducendo il soggetto ad attribuire l’origine di tale disagio all’apparato respiratorio o cardiocircolatorio. Elenchiamo di seguito i principali sintomi del reflusso gastroesofageo:

  • difficoltà digestive, senso di pesantezza
  • laringite, faringite, tracheite
  • afonia
  • bocca amara, sapore metallico
  • bruciore alla lingua e/o nella zona retro-sternale
  • bruciori di stomaco
  • singhiozzo
  • asma
  • insonnia
  • raucedine
  • tosse stizzosa
  • crampi allo stomaco
  • prurito alla gola, nodo alla gola
  • rigurgito acido
  • nausea, vomito, conati
  • usura dei denti
  • dolore al petto/ sterno
  • alterazioni del senso del gusto
  • diarrea gialla

Cause del reflusso

I fattori scatenanti del reflusso sono generalmente tre:

  • la presenza di un’ernia iatale, ovvero l’estroflessione della parte superiore dello stomaco
  • il cattivo funzionamento dello sfintere esofageo inferiore (cardias); per diverse ragioni, può accadere che questa valvola non sia in grado di mantenere il contenuto dello stomaco all’interno del lume gastrico
  • le anomalie della peristalsi esofagea, che causano movimenti e contrazioni non coordinate

Fattori di rischio

  • fumo di sigaretta: la nicotina stimola la secrezione acida, rallenta lo svuotamento dello stomaco e compromette la tenuta del cardias
  • abuso di alcolici: l’alcol irrita la mucosa gastroesofagea
  • obesità: in particolare il grasso che si deposita nella zona del girovita può provocare l’aumento della pressione a livello dello stomaco. Per effetto di tale pressione, il cardias si richiuderà con maggiore difficoltà.
  • gravidanza: gli ormoni progestinici ostacolano la chiusura del cardias. Inoltre il feto in espansione esercita una pressione sempre maggiore su stomaco ed esofago.
  • diabete: il diabete può innescare gastroparesi, ovvero il rallentamento della funzionalità dei muscoli responsabili dello svuotamento gastrico dopo un pasto solido
  • assunzione di farmaci: in particolare i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), beta-bloccanti e calcio antagonisti, farmaci contro ansia e insonnia e broncodilatatori a lunga durata
  • stress: in condizioni di stress l’organismo “dirotta” le proprie risorse sugli organi vitali, togliendo energie a processi come la digestione, che può rallentare sensibilmente.
  • dieta e stile di vita inadeguati

MEDICINA CONVENZIONALE E GASTROPROTETTORI

I “Gastroprotettori” proteggono lo stomaco?

Gli inibitori di pompa protonica sono farmaci comunemente prescritti in caso di gastrite, ulcera e reflusso gastroesofageo; tra i più diffusi vi sono omeprazolo, pantoprazolo, lansoprazolo etc. e la loro attività farmacologica consiste nell’inibire l’attività di un enzima gastrico chiamato H+/K+ATPasi (pompa protonica), ostacolando la produzione di Acido Clorodrico nel lume gastrico.

Vengono definiti gastroprotettori in virtù della loro attività sui sintomi dell’iperacidità gastrica, visti sopra. Purtroppo nello svolgere la loro azione bloccano o rallentano la naturale attività acidificante dello stomaco, indispensabile per svolgere alcune funzioni gastriche fisiologiche, e di conseguenza non facilitano da soli la scomparsa delle cause che stanno generando il problema.

Funzioni fisiologiche dell’acidità dello stomaco

Il pH all’interno del lume gastrico è estremamente acido e si aggira intorno a valori di pH 2. Le pareti dello stomaco sono attrezzate per proteggersi dall’acidità del contenuto gastrico; la mucosa è infatti rivestita da uno spesso strato di muco protettivo, fondamentale per preservarne l’integrità.

I motivi per i quali l’evoluzione naturale ci ha muniti di tale acidità sono essenzialmente due:

  • attivare la digestione delle proteine. La forte acidità gastrica “denatura” le proteine presenti nel cibo e ne attiva la digestione da parte degli enzimi digestivi.
  • abbattere la carica batterica. Un ambiente particolarmente acido è assolutamente inospitale per i batteri. Tutto quello che introduciamo dalla bocca con l’alimentazione non è affatto sterile, pertanto il passaggio attraverso l’ambiente acido dello stomaco consente di inattivare numerosi batteri presenti nel cibo.

Inibitore di pompa, un farmaco molto utilizzato

Farmaci inibitori di pompa protonica

Ogni anno l’Osservatorio Nazionale sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) stila una classifica dei medicinali più venduti in Italia. Nel 2017 nelle prime 10 posizioni c’erano 4 inibitori di pompa protonica con una spesa sanitaria complessiva di oltre 770 milioni di euro. Non siamo di fronte ad un’epidemia di iperacidità gastrica, ma la prescrizione di questi farmaci serve a “tamponare” i sintomi legati ad abitudini alimentari scorrette e stili di vita inadeguati, oggi più diffusa che mai.

Utilizzo prolungato dei gastroprotettori per il reflusso gastroesofageo

Utilizzare gastroprotettori per un periodo prolungato provoca un’alterazione del terreno gastrico a causa dell’innalzamento del pH all’interno del lume dello stomaco, con conseguenze importanti sulla digestione e non solo.

In primo luogo viene a mancare l’attivazione della digestione delle proteine, con sintomi quali gonfiore, cattiva digestione e sensazione di mancato svuotamento gastrico. Inoltre, la scarsa acidità dello stomaco non consente l’adeguata neutralizzazione di funghi, batteri e parassiti naturalmente presenti nel cibo di cui comunemente ci nutriamo.

Il passaggio di questi organismi non graditi nell’intestino genera una condizione di disbiosi intestinale e una iperattivazione del sistema immunitario, predisponendo l’organismo a patologie allergiche e malattie autoimmuni con sintomi da intossicazione cronica come mal di testa, dolori alle giunture, stanchezza, infezioni batteriche e virali etc. La disbiosi inoltre contrasta la produzione di serotonina e dopamina con conseguenze importanti anche sul tono dell’umore.

Metamedicina e reflusso gastrico

La meta-medicina si occupa della parte interiore, che riguarda la parte inconscia, legata ai sentimenti ed alle emozioni e mette in luce la correlazione tra i sintomi e le loro cause più profonde. In questo ambito l’esofago rappresenta la nostra capacità di accoglienza, mentre lo stomaco rappresenta la nostra capacità di accettazione.

In meta-medicina il reflusso gastroesofageo è sintomo di collera nei confronti di una persona o di una situazione che consideriamo inaccettabile o ingiusta, che “non riusciamo a mandare giù”; esprime la difficoltà di digerire quello che viviamo, gli shock della vita o le situazioni che non ci soddisfano sul piano materiale. La gastrite è spesso collegata alla collera perché non ci sentiamo rispettati o apprezzati per quanto valiamo.
L’ulcera gastrica rappresenta l’aggravamento dei segnali precedenti di gastrite e reflusso ed esprime una collera che persiste nel tempo e logora dall’interno, fino a far nascere odio e rancore.

REFLUSSO GASTROESOFAGEO: RIMEDI NATURALI

La fitoterapia può essere un valido aiuto per ridurre i sintomi di gastrite e reflusso, e in molte situazioni può anche essere risolutiva. In ogni caso è sempre bene associare un regime alimentare sano, uno stile di vita adeguato con un buon livello di attività fisica e bassi livelli di stress.

Il rimedio naturale più consigliato: Diges Migliora

In molti casi il reflusso gastroesofageo è provocato da ipoclorodria, una condizione in cui lo stomaco produce scarse quantità di acido cloridrico, fondamentale per il corretto svolgimento della digestione all’interno dello stomaco. Diges riattiva la produzione di succhi gastrici e bile, favorendo un progressivo miglioramento delle funzioni digestive dal primo utilizzo; stimola un rapido svuotamento gastrico e riduce i sintomi di gonfiore, senso di pesantezza, bruciore e acidità.

Paradossalmente, coloro che soffrono di ipocloridria presentano sintomi di bruciore di stomaco, acidità e reflusso dovuto alla lunga permanenza del chimo all’interno del lume gastrico. Per questo motivo, in molti casi di gastrite e reflusso è indispensabile abbinare l’azione lenitiva e cicatrizzante di Allevia Migliora e dell’Aloe.

Piante contenute: Genziana, Camomilla, Centaurea, Erba medica, Carciofo, Assenzio, Zenzero, Finocchio; bromelina da Ananas e papaina da Papaya

Succo di Aloe Vera con polpa

Succo di Aloe per il reflusso gastrico

Il fitocomplesso contenuto nel Succo di Aloe Vera è in grado di ridurre sensibilmente i sintomi legati alla gastrite ed al reflusso. Grazie alle caratteristiche mucillaginose dei suoi componenti e alla ricchezza in acemannano, vitamine, minerali e steroli vegetali, il Succo di Aloe è in grado di creare una barriera protettiva che ripara e dona sollievo alla mucosa gastrica, anche affetta da ulcere.

Le sue proprietà cicatrizzanti, antinfiammatorie e riepitelizzanti favoriscono la ricostruzione dell’epitelio stimolando il ripristino della normale attività metabolica delle mucose ed una migliore remissione dei sintomi.

Allevia

Allevia è un integratore concentrato in forma liquida, specifico per le infiammazioni della mucosa gastro-intestinale. La sinergia degli estratti vegetali contenuti favorisce il ripristino di una mucosa sana; ha azione emolliente, lenitiva e cicatrizzante ed è particolarmente efficace in caso di gastriti, ulcere, reflusso e disbiosi intestinale. Allevia ha anche proprietà cicatrizzanti, antibatteriche e normalizzanti sulla motilità dell’intestino.

Piante contenute: Calendula, Boswelia (Incenso), Mirtillo rosso gemme, Malva, Camomilla, Melissa

Lapacho (rimedio di terreno)

Lapacho, reflusso gastroesofageo gastrite

Il Lapacho (Tabebuia avellanendae), è un albero sempreverde originario delle foreste pluviali del Sud America; gli indiani facevano largo uso della sua corteccia per prevenire e curare diverse malattie.

Gli studi condotti fino ad oggi ne esaltano le virtù battericide, fungicide, antivirali, immunostimolanti e disintossicanti sull’intestino e sul sangue. A livello dello stomaco ha un’azione protettiva nei confronti delle lesioni della mucosa. Favorisce l’ispessimento della mucosa, aiuta a ridurre le infiammazioni e modula la produzione di acido cloridrico (HCl). È dimostrata anche la sua efficacia sull’Helicobacter Pylori.

Fermenti lattici (rimedio di terreno)

I fermenti lattici sono un rimedio elettivo per rafforzare il sistema gastro-intestinale e per migliorare la digestione degli alimenti. Come è noto, l’impiego di farmaci per il trattamento del reflusso innesca nell’intestino una condizione di disbiosi. L’impiego di fermenti lattici favorisce il ripristino di una condizione intestinale sana ed equilibrata. Inoltre i fermenti favoriscono la regolarità intestinale, bilanciano l’apparato urogenitale e favoriscono l’assorbimento dei nutrienti.

Tisane

L’impiego quotidiano di tisane può aiutare a migliorare i sintomi del reflusso. Tra le piante più indicate consigliamo: Altea, Liquirizia, Malva o Calendula con azione lenitiva e cicatrizzante sulle alterazioni della mucosa gastroesofagea. Per beneficiare maggiormente delle proprietà delle piante contenute nella tisana è consigliabile sorseggiarla ad una temperatura tiepida o calda.

Macerato glicerico di Ficus Carica

Macerato glicerico Ficus Carica, reflusso gastrico acidità di stomaco

Il macerato glicerico di Ficus Carica è uno riequilibratore immediato del funzionamento gastrico; il suo spiccato tropismo nei confronti di stomaco e duodeno lo rende un eccellente rimedio per normalizzare le alterazioni legate alla digestione come bruciori di stomaco, reflusso, crampi, dolori epigastrici, senso di pesantezza e gastriti.

Il Ficus ha una buona azione ansiolitica e di riequilibrio neurovegetativo pertanto può essere utilizzato anche come sintomatico in tutte le manifestazioni psicosomatiche legate alla sfera digestiva, dove agisce regolarizzando la motilità e le secrezioni gastroduodenali.

Consigli di utilizzo dei rimedi naturali

In caso di reflusso, i seguenti integratori possono essere associati per favorire il riequilibrio della funzionalità digestiva. Non sono sempre tutti necessari, per maggiori informazioni vi invitiamo a contattarci gratuitamente al telefono o tramite chat.

Diges: 20 gocce 3 volte al giorno dopo i pasti con poca acqua naturale a temperatura ambiente
Succo e polpa di Aloe: un misurino da 20ml al mattino prima di colazione
Allevia (in caso di dolori allo stomaco): 20 gocce tre volte al giorno prima dei pasti con poca acqua
Lapacho: 20 gocce tre volte al giorno prima dei pasti con poca acqua
Fermenti lattici: 1 compressa al mattino prima di colazione
Ficus Carica: 50 gocce 2 volte al giorno in poca acqua o tisana, mezzora prima dei pasti principali

REFLUSSO GASTROESOFAGEO: DIETA

Rispettare le norme nutrizionali fondamentali

In caso di reflusso gastrico, prima ancora di suggerire una “dieta” in cui vengono identificati gli alimenti preferire e da evitare, è bene definire alcune importanti norme nutrizionali, fondamentali per fronteggiare il problema.

  • La digestione inizia dalla bocca, pertanto è fondamentale masticare adeguatamente il cibo e fare piccoli bocconi per favorire l’azione degli enzimi digestivi. Ciò permetterà di ridurre i tempi di permanenza del cibo nello stomaco.
  • Evitare tassativamente bevande e cibi troppo freddi o eccessivamente caldi. É di fondamentale importanza rispettare la temperatura dello stomaco per evitare di generare shock termici.
  • Per aiutare la digestione, durante il pasto è bene assumere una posizione seduta comoda e rilassata, il pasto deve essere consumato in situazioni di tranquillità e con la massima calma, evitando di coricarsi subito dopo mangiato. É consigliabile fare una breve passeggiata dopo mangiato per favorire l’attivazione della peristalsi.
  • Lo stress gioca un ruolo cruciale in caso di gastrite e reflusso, pertanto è importante riuscire a gestirlo attraverso esercizi di respirazione profonda, meditazione o yoga, da praticare con costanza nel proprio tempo libero.
  • Nella preparazione dei pasti scegliere metodi di cottura semplici (ad esempio al vapore o in pentola a pressione), in modo da ottenere pietanze con una consistenza morbida e facilmente masticabile. Se possibile, soprattutto la sera, prediligere la preparazione di creme o vellulate, che hanno un tempo di permanenza nello stomaco inferiore rispetto ai cibi solidi.
  • In caso di reflusso gastrico e gastrite fa bene fare pasti piccoli e frequenti piuttosto che pochi pasti e abbondanti, sia per non affaticare troppo lo stomaco sia per tamponare l’acidità gastrica ed evitare che questa aumenti troppo nelle ore finali del digiuno.
  • Infine è bene prestare attenzione all’orario dei pasti. Diversi studi confermano che effettuare il pasto serale a tarda ora è associato ad un maggiore rischio di gastrite e reflusso gastroesofageo, pertanto è consigliabile cenare presto e far trascorrere almeno 3 ore tra l’orario di cena ed il momento di coricarsi.

Consigli alimentari reflusso gastroesofageo e digestione lenta

Alimenti sconsigliati in caso di reflusso gastroesofageo

In caso di gastrite e reflusso gastroesofageo è importante selezionare accuratamente i cibi da introdurre in modo da diminuire il più possibile l’irritazione meccanica della mucosa ed evitare di stimolare eccessivamente la secrezione acida. Alcuni alimenti dovranno essere evitati per il tempo necessario affinché le mucose possano ripararsi, facendo scomparire i sintomi. Altri alimenti dovranno essere sospesi per un tempo maggiore, finché lo stomaco non ritroverà il proprio equilibrio naturale non sarà in grado di tollerare nemmeno i piccoli sgarri alimentari.

Alimenti che consigliamo di sospendere

Consigliamo di sospendere il consumo di caffè, alcolici, spezie, bevande contenenti caffeina e metilxantine (es. coca cola, tè, cioccolata…) in quanto fortemente irritanti per la mucosa gastrica. Alimenti come cipolle, aglio, cioccolato e menta sono noti per la loro azione sul cardias, la valvola che mette in comunicazione esofago e stomaco. Il loro consumo eccessivo indebolisce questa valvola, favorendo il reflusso.

Alimenti che consigliamo di evitare

Sono da evitare tutti gli alimenti con un pH particolarmente acido come agrumi, pomodori (e derivati), ananas e aceto, oltre che tutti i cibi industriali e confezionati, notoriamente ricchi di additivi acidificanti. Evitare gli alimenti o le combinazioni di alimenti che possono appesantire o rallentare i processi digestivi, provocando fermentazioni, eruttazioni, meteorismo o gonfiore di stomaco come ad esempio pietanze industriali, formaggi grassi, dolci con creme, carne rossa etc. Ricordiamo che i grassi introdotti con la dieta rallentano lo svuotamento gastrico, pertanto è meglio evitare fritture e i condimenti eccessivi.

Al di là di queste nozioni di carattere generale è bene rimanere sempre in ascolto del proprio corpo e valutare personalmente la tollerabilità e l’effetto di ciascun alimento sulla singola persona.

Di seguito riportiamo una tabella riassuntiva con i cibi da evitare, quelli da preferire e quelli da consumare occasionalmente o con moderazione.

Tabella alimenti sani per lo stomaco

Ulteriori accorgimenti utili a proteggere lo stomaco

Elenchiamo qui di seguito altri piccoli suggerimenti per migliorare i sintomi del reflusso:

  • Massaggio del plesso solare: per migliorare la digestione può essere utile massaggiare la zona dello stomaco con una piccola quantità di olio vegetale (es. olio di mandorle)e 2-3 gocce di olio essenziale di Arancio dolce (stimolante della secrezione di succhi gastrici), Lavanda (rilassante) o Basilico (digestivo).
  • Massaggio dei punti dell’agopuntura: in medicina cinese, le problematiche gastro-esofagee sono correlate a squilibri del meridiano dello stomaco. Il massaggio del punto dell’agopuntura “Stomaco 36”, che si trova ad una distanza di circa 4 dita sotto la rotula, all’esterno della gamba, può favorire la modulazione della secrezione acida dello stomaco, migliorare la motilità gastro-esofagea e limitare l’incontinenza dello sfintere esofageo inferiore. Pertanto consigliamo la stimolazione di questo punto almeno una volta alla settimana, o di affidarsi ad un agopuntore esperto.
  • Posizione a letto: in caso di reflusso è bene posizionare i cuscini del letto in modo da mantenere la testa e le spalle sollevate rispetto al resto del corpo.
  • Attività fisica: l’attività fisica è fondamentale per la salute dell’organismo; favorisce la tonicità muscolare, aiuta a controllare lo stress, migliora il rendimento del cuore e del sistema circolatorio, contribuisce al mantenimento di un adeguato peso corporeo etc. Tuttavia gli sport che prevedono salti, oppure la corsa, il sollevamento pesi o gli esercizi ginnici che richiedono una posizione coricata possono peggiorare i sintomi del reflusso; in questi casi è opportuno evitare di allenarsi con lo stomaco pieno oppure evitare l’attività fisica troppo intensa in presenza di disturbi da reflusso.

Ricordiamo sempre l’importanza di rivolgersi al proprio medico curante e di seguire con cura tutti i consigli anche quelli che possono sembrare trascurabili, perchè possono fare la differenza tra il successo e l’insuccesso.

Bibliografia

www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/Rapporto_OsMed_2017_AIFA-acc.pdf
gut.bmj.com/content/67/1/28
www.doctor33.it/politica-e-sanita/farmaci-ppi-aigo-no-allabuso-contro-il-bruciore-di-stomaco-le-raccomandazioni-per-gli-specialisti/?xrtd
www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27166251
Metamedicina 2.0, ogni sintomo è un messaggio. Claudia Rainville – 2018. Ed.Amrita
Aromaterapia naturopatica. Luca Fortuna – 2011. Ed. Enea
Fisiologia Umana. Silverthorne – 1995. Ed.Ambrosiana

Del Dott Cammarata
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