Indice· 8 sezioni
Cos’è la colite spastica
La colite spastica è il nome con cui si indica comunemente la sindrome del colon irritabile (IBS, dall’inglese Irritable Bowel Syndrome): un disturbo funzionale dell’intestino che altera la motilità e la sensibilità del colon, senza provocare lesioni o ulcere della mucosa intestinale — a differenza della colite ulcerosa, che è invece una malattia infiammatoria cronica.
- Sintomi principali: dolore e gonfiore addominale, alternanza di stitichezza e diarrea, meteorismo, muco nelle feci
- Diffusione: interessa circa il 10% della popolazione, più spesso le donne
- Andamento: fluttuante, con episodi più intensi spesso legati a periodi di stress fisico o emotivo
I sintomi della colite spastica
Il sintomo più comune è un dolore addominale che compare spesso in modo improvviso, soprattutto nella parte sinistra dell’addome, e che tende ad attenuarsi dopo la defecazione o l’emissione di gas intestinali. Accanto al dolore possono presentarsi:
- gonfiore addominale;
- mancanza di regolarità intestinale;
- alternanza tra stitichezza e diarrea;
- meteorismo;
- muco bianco o chiaro nelle feci.
Sintomi extra-intestinali
Non è raro che la colite spastica si accompagni a disturbi che, in apparenza, non riguardano l’intestino: cefalea, stanchezza, difficoltà di concentrazione, alterazioni del sonno e un tono dell’umore basso. Questo accade perché intestino e sistema nervoso comunicano attraverso l’asse intestino-cervello, la rete di segnali nervosi, ormonali e immunitari che li mette in comunicazione diretta.
Le cause e i fattori scatenanti
Le cause della colite spastica non sono ancora del tutto chiarite. Si tratta di un disturbo funzionale: il colon non presenta alterazioni anatomiche, ma la sua motilità e la sua sensibilità risultano alterate. Gli episodi di riacutizzazione sono più frequenti in concomitanza di eventi stressanti — interventi chirurgici, infezioni intestinali, lutti, separazioni — e nei periodi di maggiore carico emotivo.
Gestire lo stress
Poiché gli episodi peggiorano spesso in concomitanza di periodi di forte stress, imparare a gestirlo è parte integrante dell’approccio alla colite spastica: attività fisica regolare, tecniche di respirazione o rilassamento e, se lo stress è persistente o incide molto sulla qualità della vita, il confronto con uno psicologo sono tutti strumenti utili accanto all’alimentazione.
Alimentazione e stile di vita
Alcune abitudini quotidiane aiutano a tenere sotto controllo i sintomi:
- fare pasti piccoli e frequenti, evitando di mangiare di fretta;
- bere a sufficienza durante la giornata;
- svolgere regolare attività fisica;
- ridurre alcol, caffeina, cibi grassi o piccanti;
- assicurare all’intestino un adeguato apporto di fibre, introdotte gradualmente: frutta, verdura, cereali integrali e legumi aiutano a ridurre l’irritazione del colon e a regolarizzare il movimento intestinale, ma un aumento troppo rapido può temporaneamente peggiorare gonfiore e meteorismo.
La dieta a basso contenuto di FODMAP
I FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e polioli) sono carboidrati a catena corta poco assorbiti dall’intestino tenue: la quota che arriva al colon viene fermentata dai batteri intestinali, richiama acqua e può favorire gonfiore, meteorismo e dolore in chi soffre di colon irritabile. Una dieta che ne riduce temporaneamente l’apporto è oggi uno degli approcci alimentari più studiati per la colite spastica (vedi il box qui sotto). Per la fase di reintroduzione degli alimenti, che va gestita in modo graduale e mirato, è utile il supporto di un nutrizionista o di un dietista.

- In uno studio randomizzato e controllato, le persone con colon irritabile che hanno seguito per un breve periodo una dieta a basso contenuto di FODMAP hanno riportato una riduzione dei sintomi gastrointestinali rispetto alla loro dieta abituale.1
- In uno studio randomizzato in doppio cieco su 80 persone con colon irritabile a prevalenza diarroica, un preparato simbiotico con ceppi di Lactobacillus e Bifidobacterium più fruttoligosaccaridi ha ridotto in modo significativo la gravità complessiva dei sintomi e il gonfiore rispetto al placebo dopo 8 settimane di trattamento.2
- Su un piano più generale, una meta-analisi di 53 studi randomizzati ha rilevato che, nel complesso, i probiotici migliorano i sintomi globali, il dolore addominale e il gonfiore rispetto al placebo, con risultati che variano molto a seconda del ceppo e della combinazione utilizzata.3
- L’olio essenziale di menta piperita, in capsule gastroresistenti, è tra le sostanze vegetali più indagate dalla ricerca scientifica per il colon irritabile: una meta-analisi di 12 studi randomizzati ne ha rilevato un miglioramento globale dei sintomi significativamente più frequente rispetto al placebo.4
- Uno studio pilota su 45 persone con colon irritabile ha riportato una riduzione di gonfiore, dolore addominale e alterazioni dell’alvo dopo 4 settimane di assunzione di camomilla: un primo dato interessante, ma di dimensioni ridotte e da confermare con ricerche più ampie.5
Alimenti ricchi di probiotici

Gli alimenti e gli integratori probiotici forniscono batteri utili all’equilibrio del microbiota intestinale. In natura si trovano in alimenti come yogurt, kefir, formaggi a lunga fermentazione, verdure fermentate e alcuni cereali.
Piante e nutrienti della tradizione erboristica
Accanto all’alimentazione, la tradizione erboristica associa alla colite spastica e agli stati di tensione intestinale alcune piante e formulazioni utilizzate da generazioni per le loro proprietà spasmolitiche e calmanti — tra queste, Allevia, la nostra formulazione a base di piante ad azione spasmolitica e lenitiva sulla mucosa gastrointestinale.
Camomilla romana (Chamaemelum nobile (L.) All.)
Nella tradizione erboristica la camomilla romana è impiegata come spasmolitico negli stati di contrazione della muscolatura gastrointestinale. È anche la pianta su cui esiste, a oggi, il primo studio pilota specifico sul colon irritabile citato più sopra. Trovi la nostra tintura madre di Camomilla Romana in scheda prodotto.
Tiglio selvatico (Tilia tomentosa Moench)
Il tiglio selvatico è tradizionalmente impiegato per le sue proprietà spasmolitiche e sedative, attribuite in parte al farnesolo, un terpene presente nei suoi fiori.
Mirtillo rosso (Vaccinium vitis-idaea L.)
Nella tradizione erboristica il mirtillo rosso è associato al benessere del colon, anche in presenza di sintomi di colite o di colite ulcerosa. Mancano a oggi studi clinici solidi che ne confermino un’azione specifica sulla motilità intestinale: il suo utilizzo in questo ambito resta quindi ancorato all’uso tradizionale.
Magnesio
Il magnesio contribuisce alla normale funzione muscolare e del sistema nervoso e alla riduzione di stanchezza e affaticamento. Una sua carenza è stata associata, in letteratura, a una maggiore irritabilità neuromuscolare.
Per una valutazione sul caso specifico, puoi sempre contattarci e chiedere il parere dei nostri erboristi.
Colite spastica in gravidanza

Le variazioni ormonali e la progressiva crescita dell’utero possono favorire, in gravidanza, sintomi simili a quelli della colite spastica: alternanza tra stitichezza e diarrea, crampi addominali, gonfiore — anche legato al fisiologico aumento di peso della gestazione. Nella maggior parte dei casi questi disturbi si attenuano dopo il parto.
Per il benessere intestinale in gravidanza è generalmente utile:
- un’alimentazione ricca di fibre;
- evitare frutta lassativa e verdura lassativa in eccesso;
- pasti piccoli e frequenti;
- un’adeguata idratazione (almeno 1,5 litri di acqua al giorno);
- un apporto di alimenti che favoriscono l’equilibrio della flora batterica, come yogurt e kefir;
- un’attività fisica leggera, compatibile con il proprio stato.
Quando rivolgersi al medico
Alcuni segnali richiedono una valutazione medica e non vanno gestiti da soli: sangue nelle feci, calo di peso non intenzionale, febbre, dolore che sveglia di notte, comparsa dei sintomi dopo i 50 anni, sintomi persistenti in un neonato o in un bambino piccolo. In gravidanza, in allattamento e in caso di terapie farmacologiche in corso, chiedi sempre indicazioni al tuo medico prima di modificare la dieta o di assumere un nuovo integratore.
Trasparenza e fonti
Revisione scientifica a cura di:
Dott. Roberto Cammarata, Laurea in Ingegneria Biomedica — erborista dal 2012, già informatore medico-scientifico nel settore erboristico, titolare e responsabile della ricerca e formulazione dei prodotti.
Dott.ssa Ilaria Facchinetti, erborista dal 2013 — Laurea in Scienze e Tecnologie Erboristiche.
Principali fonti citate:
- Halmos EP, Power VA, Shepherd SJ, Gibson PR, Muir JG. “A diet low in FODMAPs reduces symptoms of irritable bowel syndrome.” Gastroenterology. 2014;146(1):67-75. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Skrzydło-Radomańska B, Prozorow-Król B, Cichoż-Lach H, et al. “The Effectiveness of Synbiotic Preparation Containing Lactobacillus and Bifidobacterium Probiotic Strains and Short Chain Fructooligosaccharides in Patients with Diarrhea Predominant Irritable Bowel Syndrome — A Randomized Double-Blind, Placebo-Controlled Study.” Nutrients. 2020;12(7):1999. pmc.ncbi.nlm.nih.gov.
- Ford AC, Harris LA, Lacy BE, Quigley EMM, Moayyedi P. “Systematic review with meta-analysis: the efficacy of prebiotics, probiotics, synbiotics and antibiotics in irritable bowel syndrome.” Alimentary Pharmacology & Therapeutics. 2018;48(10):1044-1060. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Khanna R, MacDonald JK, Levesque BG. “Peppermint oil for the treatment of irritable bowel syndrome: a systematic review and meta-analysis.” Journal of Clinical Gastroenterology. 2014;48(6):505-512. pubmed.ncbi.nlm.nih.gov.
- Agah S, Taleb AM, Moeini R, Gorji N, Nikbakht H, Soltani-Kermanshahi M. “Chamomile efficacy in patients of the irritable bowel syndrome.” Der Pharma Chemica. 2015;7:41-44. derpharmachemica.com.
Le informazioni di questa pagina hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere di un medico. Gli integratori alimentari non sono destinati a prevenire, trattare o curare malattie. In caso di gravidanza, allattamento, patologie o assunzione di farmaci, consulta il tuo medico prima dell’uso.

